Coca-Cola sta creando una bibita a base di cannabis?

Coca-Cola sta creando una bibita a base di cannabis

Qualche settimana fa impazzava su internet la notizia che Coca-Cola stesse dando vita a una speciale bibita a base di Cannabis da immettere sul mercato. Ma è davvero così? Davvero il valore terapeutico del cannabidiolo (CBD), ormai riconosciuto da tante aziende e non solo dell’alimentare, sta interessando anche il colosso di Atlanta?
A riferire per prima la notizia è stata l’agenzia di stampa statunitense Bloomberg, riferendo come Coca-Cola avrebbe messo gli occhi sul mercato delle bevande alla cannabis, consapevole della rapida evoluzione del settore, del crescente interesse da parte dei consumatori per infusi, té, uno stile di vita più salutare e dell’opportunità di sfruttare la legalizzazione della marijuana negli Stati Uniti e in Europa per controbilanciare i consumi in calo delle più tradizionali bevande gassate.
A insinuare un ulteriore dubbio l’incontro tra Coca-Cola e Aurora, una compagnia canadese specializzata in prodotti alla cannabis, che secondo i rumors, starebbero valutando la produzione di bevande salutari contenenti CBD, ormai noto per le sue proprietà benefiche. Tra i Paesi che ne hanno già compreso i vantaggi proprio il Canada che da ottobre ha dato il via al commercio di cannabis legale proprio come già altri Stati degli Stati Uniti (per scopri ricreativi come California, Nevada, Maine e Massachusetts o per finalità mediche come Florida, Arkansas, Montana e North Dakota).
“Seguiamo da vicino la crescita dell’utilizzo del CBD come ingrediente nelle bevande”, ha dichiarato il portavoce di Coca Cola Kent Landers. Una voce che discorda, un minimo, da un altro comunicato diffuso proprio dal gigante americano: “Non abbiamo alcun interesse per la marijuana o la cannabis. Insieme a molti altri nel settore delle bevande, stiamo osservando da vicino la crescita del CBD non psicoattivo come ingrediente nelle bevande funzionali al benessere in tutto il mondo. Il mercato si sta evolvendo rapidamente. Nessuna decisione è ancora stata presa”.

Mossa strategica? Una non voluta fuga di notizie? Chissà…

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