Cannabis Light: l’associazione #lacanapaciunisce scrive alla politica

Cannabis Light l'associazione #lacanapaciunisce scrive alla politica

La neonata associazione #lacanapaciunisce ha inviato una lettera ad alcuni esponenti del governo per chiedere chiarezza

Vi riportiamo la lettera inviata dell’associazione #lacanapaciunisce rivolta ad alcuni esponenti della politica e del governo, per chiedere a gran voce di fare presto a risolvere la questione, alla luce della situazione sempre più insostenibile per l’intero settore della canapa.

Queste poche righe per esprimerVi il nostro più sincero sconforto da cittadini ed imprenditori italiani che da mesi si ritrovano vittime di una confusione normativa e una “altalenanza” giuridica dagli effetti DEVASTANTI.
Le nostre attività da imprenditori agricoli e commerciali nel settore Canapa Industriale-Canapa Sativa, così come ammesso e disciplinato dalla Legge 242/2016, sono state infatti, e lo sono tutt’oggi, oggetto di una sorta di “accanimento repressivo” portato avanti in maniera diversa in tutte le parti d’Italia, dalle Forze dell’Ordine e dai media.

Vi sono stati sequestri, operazioni di più forze di polizia congiunte, perquisizioni all’alba in case con bambini che dormono e persone ignare di quanto in atto, orientamenti diversificati da Procura a Procura e da Autorità ad Autorità, servizi televisivi e radiofonici che hanno descritto lecite attività come importanti condotte di spaccio.

Questo fenomeno ha ovviamente leso e indebolito non soltanto il comparto della canapa da fiore, ma anche quello della canapa per alimenti e cosmetici, il comparto delle coltivazioni destinate al florovivaismo, non escludendo, come nel migliore “effetto domino”, tutti gli utenti e i consumatori che hanno trovato beneficio dall’utilizzo positivo dei molteplici derivati di questa pianta.

I danni sono ingenti, moltissimi posti di lavoro sono andati persi e con essi importanti risorse economiche (quali, giusto per fare qualche esempio, quelle per i sequestri non convalidati perché riconosciuti come non fondati, quelle per i procedimenti giudiziari di massa, per le ingenti spese legali per gli operatori del settore, per l’IVA e per le altre imposizioni statali comunque richieste e versate), ma soprattutto, risorse Umane.

Risulta sorprendente tuttavia, come in questo marasma, l’Agenzia delle Entrate in data 12/07/2019 abbia risposto all’interpello n. 232 del 2019 specificando che “La “florescenza” di canapa è stata classificata quale “semi e frutti oleosi; semi, sementi e frutti diversi; piante industriali o medicinali; paglie e foraggi”, alla voce 1211: “piante, parti di piante, semi e frutti, delle specie utilizzate principalmente in profumeria, in medicina o nella preparazione di insetticidi, antiparassitari o simili, freschi, refrigerati, congelati o secchi, anche tagliati, frantumati o polverizzati”; sottovoce 12119086: – “altri”; — “altri”. A tale prodotto, è applicabile l’aliquota IVA in misura ordinaria.”.

Fonte: Agenzia delle Entrate

Premesso quanto sopra e considerazioni a parte, è bene far notare anche che mentre la criminalità organizzata continua a proliferare portando avanti i propri interessi, persone oneste e corrette che hanno sempre lavorato e pagato quanto previsto, si ritrovano a subire conseguenze terribilmente negative perché definite quindi, d’emblèè, “spacciatori”.
Permetteteci di dire che se chi ha aperto uno shop e ha cominciato a vendere le infiorescenze prodotte da migliaia di agricoltori presenti e attivi in Italia, si è mosso nel cosiddetto “vuoto normativo”, lo stesso non ha alcuna responsabilità in tal senso.

Le responsabilità sono di chi ha licenziato la LEGGE del 2 dicembre 2016, n. 242 non tenendo in debito conto le enormi lacune che tale atto portava con sé, oltre a quelle di chi non ha pensato poi di valorizzare tale comparto e di normarlo adeguatamente, per renderlo risorsa per tutto il Paese (come accaduto in moltissimi altri stati europei ed extraeuropei) .
Con le modalità repressive e restrittive tout court applicate infatti, si sta colpendo un MERCATO, UNA FILIERA LEGALE (perché ammessa e disciplinata da una lacunosa ma comunque esistente fonte di rango primario) che esattamente come tanti altri comparti lavorativi, ha creato e può creare un notevole indotto economico ed occupazionale non solo per i diretti operatori, ma anche per lo Stato e soprattutto gli altri cittadini italiani (vedasi studio economico “Economic Cannabis Research” del Dott. Tadiello).

Alla luce di quanto descritto, se tali restrizioni sono dettate dall’esigenza reale della tutela dei consumatori e non da motivi puramente morali o ideologici, CHIEDIAMO dei disciplinari che coprano tutte le fasi di coltivazione e lavorazione delle infiorescenze, a partire dalla semina fino all’utente finale, che possano permettere di lavorare nel più legittimo riconoscimento.
Occorrono e sono assolutamente NECESSARIE, per non dire COSTITUZIONALI, norme chiare, certe e fondate che solo le Istituzioni in collaborazione con i diretti interessati possono dare in piena completezza ed efficacia, così come già avviene per altri diversi e numerosi comparti produttivi.

Con la presente pertanto siamo a richiederVi un incontro, una riunione, un tavolo tecnico, atto a poter analizzare insieme e ricevere da Voi, tutte le tutele spettanti di diritto a questo settore, a queste PERSONE, oltre alle eventuali linee guida o protocolli unitari ed univoci relativi:
• ai controlli presso le attività commerciali e/o presso le aziende agricole,
• alle precise indicazioni di natura scientifica sulle metodologie di analisi e di verifica specifiche per il prodotto infiorescenza di canapa non stupefacente,
• e ad ogni altra informazione o direttiva utile ed efficace a salvare imprenditori che hanno investito tutto in questo settore, valorizzando e facendo crescere un comparto giovane e dinamico che attira anche investimenti stranieri.

Ad oggi invero, Spagna e Germania stanno già prendendo il posto che l’Italia si era ritagliata nel mercato della canapa da fiore (ne sarete al corrente-ndr-). Se continueremo ad essere cosi invisibili per lo Stato italiano, la diretta conseguenza sarà emigrare per chi potrà farlo o vivere dei sussidi statali, per chi rimane.

Non è GIUSTO.
Si richiede solo un Vostro intervento. Preciso. Fondato. Completo. Strutturato.
Quale è nostro diritto anche solo per avervi Votato.
Ringraziando per l’attenzione,
Si resta in attesa di un gentile e celere riscontro.

Statuto Associazione #lacanapaciunisce

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