L’Ecuador approva l’uso e la produzione di cannabis a scopi medicinali

L’Ecuador si è appena unito alla dozzina di paesi del mondo in cui è legale utilizzare e coltivare cannabis a scopi terapeutici o medicinali.

L’Assemblea nazionale ha approvato lo scorso martedì notte una riforma del suo codice penale che elimina la sanzione per il possesso di droghe che contengono il principio attivo della cannabis e che rimuove la canapa dall’elenco delle piantagioni proibite.

In una controversa sessione legislativa, il cui risultato è stato così imprevedibile che ha dovuto essere votato separatamente, 83 legislatori hanno deciso di approvare la riforma e consentire la produzione, la commercializzazione, la distribuzione, l’uso e il consumo purché abbia i suddetti scopi medicinali o terapeutici, come già indicato nelle leggi di altri paesi del Sud America come Cile, Colombia e Messico.

Per quanto riguarda la produzione di canapa, l’articolo del codice penale che esclude già questo tipo di piantagione delle “sostanze soggette a controllo”, ovvero dall’elenco dei farmaci la cui coltivazione e vendita sono vietate, stabilisce una condizione specifica da evitare la pena: purché si tratti di “cannabis non psicoattiva” con un “contenuto di THC inferiore all’1% in peso secco”. La competizione per la regolamentazione di questo tipo di colture ora spetta all’Autorità agraria nazionale.

Il possesso e il consumo saranno inoltre condizionati dalla “dimostrazione della malattia attraverso una diagnosi professionale” per giustificare il suo uso “terapeutico, palliativo, medicinale” o come esercizio di “medicina alternativa al fine di garantire la salute.

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