L’Africa punta sulla cannabis per la vera economia “verde”

L’Africa si unisce al business della cannabis puntando sulla vera economia “verde”. Sempre più paesi del continente, infatti, si stanno rivolgendo a questo settore per uscire dalla povertà e per incentivare l’economia locale, anche in vista degli investimenti stranieri.

La coltivazione di cannabis in Africa

La cannabis viene utilizzata da tempo immemore nella medicina naturale africana e vanta una lunghissima tradizione spesso oscurata dalla stigmatizzazione della sostanza a livello globale.  Ora che molti paesi si stanno mettendo al passo e stanno inserendo le terapie a base di cannabis nei loro sistemi sanitari per ridurre i sintomi e placare i dolori causati da condizioni di salute gravi, l’Africa si trova un passo indietro, ma è pronta a entrare nel business. Una decisione, questa, che non solo porterebbe vantaggi economici, ma potrebbe anche contrastare la coltivazione illegale. “La coltivazione illegale della cannabis è tra le principali entrate economiche delle aree rurali più povere di paesi come il Marocco, ma queste entrate non sono sicure: comportano grossi rischi e nessuna tutela”, spiega Dallas McMillian, founder e CEO di Rhizo Sciences, azienda specializzata in CBD e prodotti derivati. “L’Africa attualmente è la più grande produttrice e consumatrice di cannabis al mondo, ma l’industria legale è nata da poco e rappresenta solo una minima parte, nonostante il suo enorme potenziale”. Secondo le stime più recenti condivise attraverso l’ultimo Africa Cannabis Report, infatti, questo potenziale potrebbe superare i 7.1 miliardi di dollari annuali entro il 2023. Dai dati raccolti per il report, inoltre, è emersa un’enorme contraddizione in termini di rapporto tra produzione e legalità. “Se i nove maggiori produttori di cannabis del continente iniziassero a introdurre delle legislazioni a favore di questo business e puntassero a creare una cannabis legale di qualità dedicata al settore medico, non ci sono ragioni per le quali l’Africa non potrebbe diventare uno dei principali partner mondiali nel business internazionale della cannabis”, spiega Eoin Jeenan, consultant presso Prohibition Partners, realtà che si è occupata di raccogliere i dati per l’Africa Cannabis Record. A promuovere questo cambiamento anche gli attivisti, che puntano a creare un’economia locale in grado di supportare, rafforzare e rendere autonomi i piccoli agricoltori locali e le comunità rurali, invece di potenziare ulteriormente i sistemi elitari già applicati in passato.

Gli stati dell’Africa che aderiscono al business della cannabis

Anche se l’Africa è pronta a un vero e proprio boom nel business della cannabis, il problema è legato alle scarse capacità istituzionali di molti paesi del continente.  Attualmente, infatti, l’Africa registra solo pochi produttori legali per scopi terapeutici, ma in molti di loro la legalizzazione non raggiunge il suo potenziale a causa di leggi troppo restrittive o poco chiare. Ecco alcuni casi. 

Ghana

L’uso della canapa per scopi medici e industriali è stato approvato dal Ghana nel 2020; la coltivazione è legale solo con un livello THC massimo di 0,3%. 

Lesotho

Il Lesotho non è solo uno dei coltivatori principali, ma è stato anche il primo tra i territori africani ad autorizzare la coltivazione con scopi terapeutici nel 2017. Oggi la sua produzione è destinata anche al mercato internazionale.

Malawi

In Malawi il consumo e la coltivazione per scopi personali è illegale, ma nel 2015 è stata autorizzata la coltivazione per l’esportazione a fini terapeutici e industriali.

Ruanda

In Ruanda, dal 14 ottobre 2020, la produzione e l’esportazione di cannabis per uso medico è legale. Il consumo di cannabis rimane però vietato a livello locale.

Sudafrica

Il Sudafrica è una delle grandi economie continentali e nel 2018 ha sancito in via definitiva l’incostituzionalità del divieto di coltivazione, possesso e consumo di cannabis per uso personale. All’interno dei confini statali il consumo è legale anche per scopo terapeutico.

Zambia

L’autorizzazione dello Zambia alla legalizzazione e all’esportazione di cannabis terapeutica risale al dicembre 2019. Il consumo, però, rimane illegale, così come il possesso e la coltivazione senza una licenza emessa dal Ministro della Salute. 

Zimbabwe

Lo Zimbabwe ha legalizzato la coltivazione di cannabis terapeutica nel 2018. Attualmente, all’interno dei confini statali, l’uso è legale solo per scopi medici.
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