Come negli U.S.A. stanno riclassificando la cannabis

Come La cannabis rivoluziona l’economia U.S.A. & Canada (2)

Riclassificare la cannabis per agevolare il settore: la nuova via verde degli Usa, La nuova era della cannabis Usa passa dalla riclassificazione della pianta.

Donald Trump ha recentemente confermato che la sua amministrazione sta considerando la
possibilità di riclassificare la cannabis, spostandola dall’attuale Schedule I – insieme
all’eroina – alla Schedule III
, categoria che include stupefacenti considerati meno pericolosi.
L’obiettivo dichiarato? Alleggerire le restrizioni federali, promuovere la ricerca scientifica,
agevolare il settore e offrire sollievo fiscale alle aziende del settore.

Un processo iniziato, ora nelle mani di Trump

In realtà, questa iniziativa non nasce ex novo: l’amministrazione Biden nel 2024 aveva avviato
la revisione dello status federale della cannabis
, ma non ha portato la proposta a compimento.
Con l’insediamento della nuova presidenza, il processo è stato sospeso, ma Trump sembra
pronto a riprenderlo in mano
, con la promessa di una decisione nelle prossime settimane.
La riclassificazione potrebbe rappresentare una svolta per l’industria della cannabis legale,
oggi ostacolata dalle rigide normative e dalla fiscalità proibitiva. La declassificazione a
Schedule III consentirebbe alle imprese di accedere a detrazioni fiscali ora precluse e
attirerebbe investitori e istituti bancari. Inoltre, faciliterebbe l’espansione della ricerca clinica
su uso medico e potenziali benefici terapeutici.
La proposta non è priva di controversie. All’interno della corrente MAGA si alzano voci
critiche
, preoccupate che l’allentamento delle norme possa incoraggiare una “cultura da
fattoni
” e minare valori tradizionali. A questi si contrappongono esponenti con orientamento
libertario o scettici di Big Pharma, che vedono nella riforma un’opportunità per sostenere la
ricerca medica, il trattamento dei numerosi veterani di guerra affetti da sindrome da stress
post traumatico, e per limitare l’aumento dei detenuti nelle carceri legato alla proibizione.

Tra speranza e incertezza

Sebbene la riclassificazione non legalizzi automaticamente la cannabis su scala federale,
potrebbe segnare un cambiamento storico dopo decenni di politiche restrittive. In un contesto
statunitense dove il consenso popolare supera il 90% tra chi sostiene la legalizzazione medica
o ricreativa, la mossa di Trump secondo i media americani appare anche come un tentativo di
recuperare consenso politico, sfruttando temi “8020”, e cioè quelli condivisi dalla
maggioranza dell’elettorato.
Resta da vedere se la scelta sarà guidata da convinzioni personali, pressioni elettorali o da una
strategia pragmatica per accrescere investimenti e risorse. Il possibile passaggio della
cannabis dallo Schedule I allo Schedule III non è solo una questione normativa: rappresenta un
bivio politico, economico e culturale. Se implementata, una tale riforma aprirebbe nuove
strade per l’industria, la scienza e la politica.