Una buona notizia in un periodo difficile per tutto il settore: il Senato italiano sarà “costretto” a
discutere la proposta di legge sulla coltivazione domestica di cannabis.
È il risultato della campagna portata avanti da Meglio legale e decine di altre associazioni, aziende
e testate editoriali che hanno sostenuto l’iniziativa, che si era conclusa con la raccolta di oltre
55mila firme a favore della legge, depositate lo scorso giugno.
Un percorso complesso, che sembrava essersi arenato per motivi burocratici proprio alla fine, nel
momento della validazione delle firme, visto che secondo diversi comuni mancavano i certificati
elettorali.
“Dopo i problemi degli scorsi mesi, e grazie al lavoro incessante del nostro staff, siamo riusciti a
risolvere il problema dei certificati mancanti” hanno fatto sapere nei giorni scorsi da MeglioLegale, sottolineando il lavoro portato avanti dalla vicepresidente Barbara Bonvicini.
La legge prevede la possibilità di coltivare 4 piante di cannabis per ogni abitazione, rendendo
legale la coltivazione domestica e quella in forma associata, come i Cannabis Social Club che
dilagano in Spagna, e il consumo personale con il possesso fino a 30 grammi i cannabis.
“Adesso il Senato sarà obbligato a discutere la proposta di legge per legalizzare, come in
Germania, la coltivazione di quattro piantine di cannabis per uso personale”, raccontato
dall’associazione, con una precisazione: “Non sarà una sfida semplice, ma dopo le bruttissime
novità degli ultimi mesi, dal DDL sicurezza al nuovo codice della strada, il mondo antiproibizionista
in Italia torna a sperare. Piantiamo un seme contro le mafie, legalizziamo la coltivazione
domestica!”.
Vista la difficile situazione del settore, con l’attesa sentenza del Tar sul decreto che identifica il
CBD come uno stupefacente, e l’emendamento al Ddl Sicurezza che, considerando il fiore di
canapa con livelli di THC nei limiti di legge italiani ed europei come uno stupefacente – bloccando
di fatto tutte le filiere legali della canapa industriale – la notizia è stata accolta da sfiducia e
rassegnazione da molti esponenti del settore.
“Capiamo la sfiducia, ma non ce ne staremo ad aspettare che passi questo governo perché tra 20
anni, quando ci guarderemo indietro, tutto questo sarà finito anche grazie al lavoro di chi ha fatto
tutto il possibile nonostante le condizioni non favorevoli”, ha puntualizzato Antonella Soldo,
portavoce di Meglio Legale.


