I fiori della pianta di cannabis possono essere assunti in molti modi diversi, e ogni metodo
influisce su velocità, intensità e durata degli effetti. Dalla classica canna ai moderni
vaporizzatori, fino ai cerotti e ai tamponi terapeutici, ogni forma di somministrazione ha
caratteristiche specifiche e indicazioni particolari.
In questa guida vediamo tutti i principali metodi di assunzione della cannabis, come
funzionano, quando si usano e quali vantaggi o svantaggi comportano.
Fumare cannabis: il metodo più tradizionale
Fumare cannabis è il metodo più diffuso e immediato. Gli effetti compaiono in pochi minuti
perché i cannabinoidi vengono assorbiti rapidamente dai polmoni e raggiungono il cervello
tramite il sangue.
- Canne o joint: il metodo classico, che consiste nel rollare la cannabis con cartine e filtro.
- Cilum: pipa conica in ceramica o vetro, tradizionale in India, che permette tiri intensi.
- Pipe: piccole e pratiche, riducono l’uso di cartine e possono essere di vetro, legno o metallo.
- Bong: dispositivo ad acqua che raffredda e filtra il fumo, rendendo l’inalazione più morbida.
Curiosità: la combustione degrada parte del THC e produce sostanze irritanti per i polmoni.
Per questo molti pazienti o consumatori consapevoli preferiscono metodi alternativi come la
vaporizzazione.
Vaporizzare cannabis: effetti più puliti e controllati
La vaporizzazione riscalda la cannabis a una temperatura tra 160 °C e 220 °C, sufficiente per
liberare i cannabinoidi ma senza bruciare il materiale vegetale. Questo significa meno tossine
e un effetto più pulito. L’assorbimento è rapido come nel fumo, ma l’esperienza è più delicata
per le vie respiratorie.
- Da tavolo: ideali per uso terapeutico o domestico.
- Portatili: discreti e ricaricabili, adatti a chi viaggia o usa cannabis medica fuori casa.
- Per concentrati o oli: pensati per estratti come wax, rosin o hash oil.
Dato interessante: uno studio pubblicato nel 2021 sul Canadian Journal of Public Health
mostra che la vaporizzazione riduce le sostanze tossiche rispetto al fumo tradizionale.
Cannabis edibile: l’effetto arriva dopo, ma dura di più
Mangiare cannabis (edibili) è un metodo potente e duraturo. Gli effetti iniziano dopo 30–90
minuti, ma possono durare fino a 6–8 ore.
Quando la cannabis viene ingerita, il fegato converte il THC in un metabolita più potente e con
effetto psicotropo prolungato.
Esempi di edibili
- Biscotti, caramelle e cioccolato alla cannabis.
- Bevande o tisane a base di fiori o estratti, che necessitano di una parte grassa (ad esempio il latte, perché i cannabinoidi non sono idrosolubili).
Attenzione: è facile eccedere con le dosi, perché gli effetti ritardati inducono a consumare
troppo. Meglio iniziare con quantità minime (2–5 mg di THC) e attendere almeno due ore
prima di aumentare.
Oli, capsule e tinture: l’assunzione medica più precisa
Gli oli e le capsule di cannabis terapeutica consentono un dosaggio controllato e costante.
L’assorbimento avviene per via orale o sublinguale, con effetti che durano 4–6 ore.
Vantaggi
- Controllo preciso del dosaggio di THC e CBD.
- Nessuna combustione.
- Effetto stabile, utile nei trattamenti cronici.
Le tinture alcoliche o oleose vengono somministrate sotto la lingua per un assorbimento più
rapido (15–30 minuti).
Evidenza clinica: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, gli oli standardizzati sono la forma
più usata in ambito terapeutico in Italia, prescritta per dolore cronico, spasticità, nausea e
insonnia.
Uso topico: creme, cerotti e tamponi innovativi
La cannabis applicata sulla pelle agisce localmente. I cannabinoidi interagiscono con i
recettori cutanei del sistema endocannabinoide, riducendo infiammazione e dolore.
Esempi
- Creme e balsami al CBD o THC: per dolori muscolari, artrite, dermatiti.
- Cerotti transdermici alla cannabis: rilasciano i principi attivi in modo costante per 24 ore.
- Supposte e tamponi vaginali al CBD/THC: usati in alcuni paesi per alleviare ad esempio dolore pelvico e sintomi da endometriosi.
Curiosità: alcune aziende statunitensi stanno sperimentando tamponi vaginali infusi di
cannabis per gestire i crampi mestruali, con promettenti risultati preliminari.
FAQ sulla somministrazione di cannabis
Come scegliere il metodo giusto?
Dipende dallo scopo: per un effetto immediato preferisci vaporizzazione o fumo; per un
sollievo prolungato, edibili o oli.
Quanto dura l’effetto della cannabis?
Da 2 ore (fumo/vaporizzazione) fino a 8 ore (edibili).
Posso mescolare più metodi?
Sì, ma va fatto con cautela: gli effetti possono sommarsi in modo imprevedibile.
La vaporizzazione è più sicura del fumo?
Lo è secondo diversi studi scientifici, perché non produce combustione e preserva meglio i
cannabinoidi e i terpeni.


