La cannabis terapeutica è un medicinale a base di sostanze attive naturali della pianta di
cannabis, utilizzata sotto controllo medico per trattare diverse patologie. Contiene centinaia
di principi attivi che si divino i cannabinoidi, terpeni, flavonoidi, acidi grassi e molti altri. La
classe di sostanze che la distingue dalle altre piante è quella dei cannabinoidi, che sono oltre 100.
I due più conosciuti sono il THC (tetraidrocannabinolo) e il CBD (cannabidiolo), che
agiscono sul sistema endocannabinoide, un insieme di recettori presenti in tutto il corpo che
regolano funzioni come dolore, appetito, umore e sonno.
La cannabis medica viene dispensata dalle farmacie che effettuano preparazioni galeniche in
diverse forme: dalle classiche infiorescenze a oli ed estratti, passando per capsule, tamponi e
cerotti. Ne esistono diverse patologie con diversi rapporti tra THC e CBD.
La differenza principale con quella a uso adulto è semplicemente la destinazione d’uso: è un
medicinale pensato per i pazienti. E quindi viene prodotta standardizzando il contenuto di
principi attivi, con tutti i controlli necessari che sarebbero effettuati su un farmaco di origine
naturale.
In Italia, è disciplinata dal Decreto Ministeriale 9 novembre 2015.
Per quali patologie può essere prescritta
La cannabis terapeutica viene impiegata come trattamento di supporto in diversi ambiti
medici. È prescrivibile da qualsiasi medico per qualsiasi patologia per la quale ci siano delle
evidenze nelle riviste scientifiche accreditate. Le patologie elencate dalla legge italiana, che
sono poi diventate quelle per cui è possibile ottenerla a carica del sistema sanitario sono le
seguenti.
- Dolore cronico (neuropatico, oncologico, da sclerosi multipla o artrite);
- Nausea e vomito causati da chemioterapia o radioterapia;
- Spasticità e disturbi del movimento (sclerosi multipla, lesioni midollari);
- Inappetenza e cachessia in pazienti oncologici o con AIDS;
- Disturbi del sonno o ansia resistente ai farmaci tradizionali.
Le varietà più utilizzate includono la FM2, prodotta in Italia e le infiorescenze distribuitte
dalla azienda olandese Bedrocan. Di recentte sono arrivate sul mercato ache 3 tipologie di
infiorescenze prodotte dall’azienda Tilray in Portogallo.
Come si assume la cannabis terapeutica
Le forme di somministrazione più comuni sono:
- Infiorescenze tramite vaporizzazione, che garantiscono un assorbimento controllato;
- Olio di cannabis preparato in farmacia, più facile da dosare e assumere;
- Capsule o estratti titolati, disponibili in alcune strutture sanitarie.
La via di somministrazione viene scelta dal medico in base al quadro clinico e alla risposta
individuale del paziente; la titolazione del principio attivo e la modalità d’assunzione
influiscono sull’efficacia e sulla tollerabilità del trattamento.
Dove si acquista la cannabis terapeutica
La cannabis medica si acquista esclusivamente in farmacia su presentazione di ricetta
medica non ripetibile (RNR).
Le farmacie autorizzate alla preparazione galenica allestiscono il medicinale secondo la
prescrizione del medico.
Effetti e sicurezza del trattamento
La cannabis terapeutica è generalmente ben tollerata. Gli effetti collaterali, solitamente lievi e
reversibili, possono includere sonnolenza, secchezza delle fauci o vertigini. Tuttavia, l’uso
deve sempre essere monitorato da un medico esperto, per evitare interazioni con altri
farmaci e garantire la corretta titolazione.
Diversi studi clinici confermano che, se usata correttamente, la cannabis può migliorare la
qualità della vita di molti pazienti cronici.
FAQ sulla cannabis terapeutica
Chi può prescrivere la cannabis terapeutica?
Qualsiasi medico iscritto all’albo può prescriverla, purché motivi la scelta nel piano
terapeutico. Alcune regioni richiedono che la prescrizione provenga da centri specialistici.
Serve una diagnosi specifica per ottenerla?
Sì. Il medico deve indicare una patologia per la quale l’uso è previsto dalle normative o
supportato da letteratura scientifica.
Quanto costa la cannabis terapeutica?
Il prezzo varia in base al tipo di preparazione e alla regione. In alcune aree è gratuita per i
pazienti eleggibili, altrove è a carico del cittadino. Le farmacie hanno l’obbligo di legge di
venderla al prezzo di 9 euro al grammo, escluse le preparazioni che effettuano.


