Cannabis: con la legalizzazione l’Italia guadagnerebbe almeno 8 miliardi di euro l’anno

Dopo la storica riclassificazione della cannabis da parte dell’ONU, che ha permesso di eliminare la sostanza dalla Tabella IV della Convenzione Unica degli stupefacenti, nel nostro paese si aprono nuove possibilità e nuovi scenari non solo dal punto di vista medico, ma anche economico.

La conferma e le stime arrivano dalle ricerche condotte dall’Università degli Studi di Messina, secondo le quali l’Italia guadagnerebbe almeno 8 miliardi di euro l’anno dalla legalizzazione. Ma andiamo con ordine.

La cannabis nella legislazione italiana

Nel nostro paese il percorso verso la legalizzazione non è del tutto nuovo. In ambito legislativo, infatti, l’Italia si è già adeguata alle normative europee riguardanti la coltivazione di cannabis a livello industriale, consentendo la coltivazione e la realizzazione di prodotti derivati. Importante a fini legali il livello di THC, che non deve superare lo 0,6%, un valore entro il quale si parla di cannabis light e che permette di godere dei benefici del CBD senza però subire effetti psicotropi.

Nel nostro Paese, inoltre è completamente legale l’utilizzo di cannabis a scopo terapeutico, entrata nel nostro sistema sanitario già nel 2007.

In campo medico, infatti, la cannabis si rivela ottima sia come soluzione contro il dolore cronico e gli effetti collaterali della chemioterapia, sia come alleata per trattare i sintomi di malattie legate al sistema nervoso (fibromialgia, Parkinson, epilessia, sclerosi multipla…), patologie neurodegenerative, epilessia e molti altri disturbi.

Non solo, perché nel nostro Parlamento nel 2016 si è discusso per la prima volta della possibilità di legalizzare la cannabis, anche se poi il progetto si è arenato in un nulla di fatto.

I dati di mercato

Se dal punto di vista medico i benefici della cannabis sono confermati dalla ricerca e dall’utilizzo già diffuso in molte aree del pianeta, dal punto di vista economico è necessario basarsi su studi e ricerche, dai quali però emerge uno scenario altrettanto positivo.

Secondo la Direzione Nazionale Antimafia, il mercato delle droghe nel nostro paese, in gran parte in mano alla criminalità organizzata, ha un valore annuale pari ai 30 miliardi di euro e di questi una buona percentuale è legata alla vendita della cannabis. Legalizzarla, dunque, permetterebbe non solo di combattere alcuni mercati clandestini, ma anche di trarre un beneficio economico, sia in termini di nuove entrate, che di risparmi.

La cannabis, infatti, è tra le sostanze più perseguite dalla legge e costa allo stato italiano circa 600 milioni di euro annuali nei quali rientrano le spese per i processi, le forze di polizia impiegate e le carceri. A questi andrebbe aggiunto il beneficio economico derivato dalla vendita legale, che supererebbe i 6 miliardi, e quello derivato dalla creazione di nuovi posti di lavoro, che garantirebbe alle casse statali un gettito Irpef di circa 1,5 miliardi annuali, stimati sull’impiego di oltre 350 mila lavoratori.

Le stime, considerato il legame della cannabis con la criminalità organizzata, sono al ribasso e le cifre emerse dagli studi più recenti non potrebbero che gonfiarsi.

Il consumo di cannabis in Italia

Queste stime, oltre che sui dati raccolti a livello giudiziario, si basano anche sulle indagini condotte dall’European Monitoring Centre for Drugs and Drugs Addiction (EMCDDA).

Dalle ricerche condotte è emerso che almeno il 9,2% degli italiani ha fatto uso di cannabis o prodotti derivati almeno una volta nella vita, un dato che pone il nostro paese sulla cima delle classifiche. Secondo il report, infatti, nella fascia 15-35 anni l’Italia è il secondo paese dell’Unione Europea per consumo dopo la Francia, oltre che il quattordicesimo a livello globale.

Importante da questo punto di vista anche l’uso della cannabis per scopi terapeutici, che nel nostro paese registra un fabbisogno di circa 1.950 kg annuali, oggi in gran parte importati dai Paesi Bassi.

Tra entrate e risparmi, dunque, l’Italia potrebbe guadagnare oltre 8 miliardi di euro l’anno dalla legalizzazione della cannabis, uno scenario reso sempre più concreto dal cambio di rotta intrapreso dall’Onu e dalla Commissione Europea, che ha classificato il CBD come alimento.

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