Fumare erba: quali sono le alternative

Fumare erba è il metodo più comune per consumare la cannabis, complici le numerose modalità disponibili che vengono incontro sia agli appassionati che ai principianti. Ma quali sono le alternative alla classica canna?

Fumare erba: quali le altre possibilità di assunzione?

Diffuso soprattutto a partire dal Novecento, lo spinello è il metodo più comune per fumare erba, nonché il più semplice, pratico ed economico. Tutto ciò che serve, infatti, oltre alla materia prima, sono le cartine e i filtri, largamente disponibili sul mercato e utilizzati anche da chi fuma le normali sigarette.

Lo spinello, però, non è l’unico metodo per fumare erba. Ecco quali sono le alternative. 

Pipe

Spesso piccole e discrete, le pipe sono tra gli strumenti più diffusi per fumare erba e sono caratterizzate dalla vicinanza tra il braciere e il punto di aspirazione del fumo, molto simile a quella degli spinelli.

Anche in questo caso si assiste alla combustione diretta della cannabis e il funzionamento è pressoché lo stesso delle “canne”, ma le pipette risultano spesso molto più semplici da preparare e utilizzare e, soprattutto, producono meno fumo. 

Bong

Il bong è uno strumento con un’origine antichissima e inizialmente non era altro che una sezione di canna di bambù chiamata, in lingua Thai, baung, da cui il nome.

Quando si utilizza il bong, lo strumento va riempito di acqua mentre l’erba da fumare va tritata e posizionata nell’apposito braciere. Una volta sistemata, la cannabis va poi accesa con un semplice accendino o con un fiammifero, mentre, con la bocca appoggiata all’estremità superiore dello strumento, si aspira il fumo che, nel frattempo, si è raffreddato grazie all’acqua. 

Narghilè

La storia del narghilè (chiamato anche shisha) affonda le sue radici in un passato così remoto da rendere incerta ogni attribuzione e proprio per questo sono moltissimi i paesi che ne rivendicano l’invenzione, dall’India all’Iran. 

Il suo funzionamento è molto simile a quello di un bong, ma, a differenza del primo, in questo caso l’erba non viene fumata dopo una combustione diretta. Nel narghilè, infatti, è il carbone a bruciare e a formare il fumo che poi passerà attraverso la cannabis e da lì nell’ampolla, raffreddandosi, fino al tubo per l’aspirazione. 

Vaporizzatore

I vaporizzatori si stanno facendo sempre più strada tra i fumatori di erba grazie a due caratteristiche fondamentali. In primo luogo, in un vaporizzatore la cannabis non viene bruciata, ma scaldata, permettendo così di inalare i principi attivi attraverso il vapore acqueo. In secondo luogo, a differenza del narghilé che si basa su principi molto simili, i vaporizzatori sono spesso più discreti e, in molti casi, portatili.

Attualmente in commercio ne esistono di diversi tipi: a conduzione, dove la fonte di calore è a contatto con le infiorescenze, e a convezione, dove la vaporizzazione non avviene in maniera diretta.

Assunzione di cannabis, un uso che si perde nella storia

L’assunzione di cannabis ha una storia antichissima che si perde nei secoli e nei continenti. Dalla Grecia all’India, passando per l’Impero Persiano e le popolazioni native americane, il suo consumo è stato più volte documentato, spesso associato a rituali religiosi, ma a partire in particolare dal Novecento, la sostanza è stata stigmatizzata e vietata in molti paesi del mondo. 

Oggi, dopo essere stata erroneamente associata per decenni a sostanze molto più pericolose, la cannabis ha iniziato un nuovo percorso ed è stata rivalutata, tanto che molti paesi si sono ora aperti alla legalizzazione, in alcuni casi per i soli trattamenti medici, in altri anche per scopi ricreativi; basti pensare agli Stati Uniti, dove si avvicina la legalizzazione federale