Cannabis: in America si avvicina la legalizzazione federale

Cannabis: in America si avvicina la legalizzazione federale

Svolta storica negli Stati Uniti: la Camera dei Rappresentanti ha approvato per la prima volta una proposta di legge per la legalizzazione federale della cannabis. La decisione, presa il 4 dicembre 2020 in un’aula a maggioranza Democratica, ora dovrà essere confermata in Senato, a maggioranza Repubblicana.

Il MORE Act

Questa importante decisione affonda le sue radici nel MORE Act, il Marijuana Opportunity, Reinvestment and Expungement Act del 2019, che punta a legalizzare la cannabis rimuovendola dal Controlled Substances Act (CSA) del 1971.

L’eliminazione della cannabis dal CSA, che ancora oggi regolamenta la politica federale in merito agli stupefacenti, seguirebbe le orme dello storico cambio di rotta intrapreso dalle Nazioni Unite. Il 2 dicembre 2020, solo pochi giorni prima della votazione alla Camera statunitense, infatti, l’ONU ha votato a favore della rimozione della marijuana dalla Tabella IV della Convenzione Unica degli stupefacenti, non ritenendola più un narcotico pericoloso.

La presa di posizione della Camera (dove solo cinque rappresentanti Repubblicani hanno votato a favore) sembra essere supportata dall’opinione pubblica. Secondo i più recenti sondaggi condotti da Gallup, società americana di analisi e consulenza con sede a Washington, oltre il 68% degli americani sarebbe favorevole alla legalizzazione, sia per l’utilizzo terapeutico che ricreativo.

I risvolti del MORE Act

Il MORE Act, se approvato anche dal Senato, darebbe un impulso importantissimo all’economia a stelle e strisce, aprendo il paese a un mercato che vale miliardi di dollari e giocando un importante ruolo nello sviluppo e nel progredire della ricerca scientifica.

La decisione, inoltre, avrebbe un forte impatto anche dal punto di vista simbolico e della giustizia sociale. La tassa sulle vendite della cannabis, infatti, si trasformerebbe in fondi di reinvestimento nelle comunità più colpite dalla guerra alla droga, mentre a livello giudiziario e umano punterebbe a eliminare sia le precedenti condanne sulla cannabis che lo stigma e i pregiudizi legati all’utilizzo della sostanza.

La cannabis negli Stati Uniti oggi

Nonostante la presenza di una legge federale che fino a oggi ha inserito la cannabis tra le sostanze illegali, ogni Stato ha avuto libertà all’interno dei propri confini.

In alcuni territori statunitensi, infatti, l’uso ricreativo e quello medico sono completamente legali o parzialmente legali a seconda dell’età dell’individuo, della quantità in possesso o di quella coltivata tra le mura domestiche. È il caso di Alaska, Arizona, California, Colorado, Illinois, Maine, Massachusetts, Michigan, Montana, Nevada, Oregon, South Dakota, Vermont e Washington. Ultimo il New Jersey, dove le nuove misure relative alla legalizzazione sono ancora in fase di valutazione. A questi, inoltre, si aggiunge il distretto federale di Washington, D.C..

Altri, invece, consentono l’utilizzo solo per scopi medici, come Arkansas, Connecticut, Delaware, Florida, Hawaii, Louisiana, Maryland, Minnesota, Mississippi, Missouri, New Hampshire, New Mexico, New York, North Dakota, Ohio, Oklahoma, Pennsylvania, Rhode Island, Utah e West Virginia.

Altri ancora acconsentono all’utilizzo terapeutico, ma impongono dei limiti ai livelli di THC contenuto della cannabis, come Alabama, Georgia, Indiana, Iowa, Kansas, Kentucky, North Carolina, South Carolina, Tennessee, Texas, Virginia e Wisconsin.

Infine ci sono gli stati dove l’uso è completamente illegale: Idaho e Nebraska.

L’approvazione di questo disegno di legge da parte del Senato, anche se non obbligherebbe i singoli stati a legalizzare la marijuana, permetterebbe ai diversi territori di creare un fronte comune, un programma condiviso che attualmente non esiste.

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