Cannabis e criptovalute: tutto ciò che devi sapere

Le criptovalute nel mondo della cannabis sono in continuo aumento, complice in molti stati l’impossibilità di eseguire transazioni bancarie tradizionali. Ma come sono nate le criptovalute nel mondo della marijuana e quali sono gli aspetti positivi di questa tendenza? 

Cannabis e criptovalute: il business e quando è nato

Attorno al business della cannabis esistono decine e decine di realtà differenti: aziende dalle fondamenta solide, nuove startup e associazioni contro le diseguaglianze sociali, solo per citarne alcune. Il settore, però, se da una parte è ricco di opportunità, dall’altra ha un grosso limite: non può appoggiarsi ai circuiti bancari tradizionali.  Questa situazione, che si crea anche in molti paesi dove la legalizzazione è avvenuta da anni — come alcuni territori degli Stati Uniti, dove le banche devono rispettare le norme federali nonostante la sconfitta locale del proibizionismo —, ha portato alla nascita delle criptovalute, le monete digitali.

Quando sono nate le criptovalute nel mondo della cannabis

Le prime criptovalute nel mondo della cannabis sono comparse nel 2014 con Potcoin, oggi tra le monete digitali più diffuse del settore e acquistabile in 35 paesi del mondo. A questa si sono aggiunte poi Posabit, usata come intermediario per permettere ai consumatori di acquistare la cannabis con la propria carta di credito e con sportelli fisici in molti negozi, Cannabiscoin, Budbo, Phytocoin e Hempcoin. Proprio quest’ultima oggi è tra le protagoniste del settore ed è dedicata quasi esclusivamente alle transazioni tra agricoltori e tutte le aziende che producono o trasformano cannabis per poi immetterla nel mercato.

Perchè usare le criptovalute nel mondo della cannabis: tre buoni motivi

La necessità nata dall’impossibilità di eseguire transazioni bancarie tradizionali non è l’unico buon motivo per utilizzare le criptovalute anche nel mondo della cannabis. Eccone altri tre.

1. Le criptovalute permettono di ampliare il proprio bacino d’utenza

Escludendo le transazioni bancarie, i produttori e le aziende legate al mondo della cannabis si sono limitate per anni alle transazioni in contanti, riducendo così drasticamente il proprio bacino d’utenza e limitandolo al locale. Le criptovalute, invece, facilitano tutte le transazioni, dall’agricoltore al consumatore finale, e le rendono possibili in qualsiasi momento e in quasi ogni angolo del globo.

2. Le criptovalute sono più sicure e veloci

Il sistema delle criptovalute si basa su una tecnologia propria più sicura rispetto a quella delle banche tradizionali, mettendosi al riparo da possibili attacchi hacker. A questo si aggiunge la costante registrazione dei dati: ogni transazione, infatti, è registrata in maniera permanente e non può essere né eliminata né modificata nel tempo, riducendo così il rischio di frodi. Ultimo, ma non meno importante, la semplicità e la velocità delle transazioni, che avvengono in tempo reale, a differenza di molti bonifici bancari che compaiono sui conti correnti a distanza di giorni. 

3. Le criptovalute rispettano la privacy

Acquistare cannabis utilizzando la criptovaluta si rivela comodo anche dal punto di vista della propria privacy, perché le transazioni possono avvenire in maniera anonima. Ultimo, ma non meno importante, ogni azione si basa su una politica di trasparenza tra le parti che rende semplice e veloce il controllo dell’accordo stipulato tra l’acquirente e il venditore e il controllo della transazione, per non correre rischi e non cadere in inganni o frodi.
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