Messico e nuvole (a 5 punte): con la legalizzazione si apre il mercato più grande al mondo

Il Messico legalizzazione marijuana

Il Messico si avvia verso la legalizzazione della marijuana. Il disegno di legge, approvato in Senato e ora in mano alla Camera dei Deputati, potrebbe essere approvato entro la fine del febbraio 2021, trasformando così il paese nel terzo stato al mondo ad autorizzare la coltivazione, la vendita e il consumo della cannabis all’interno dei suoi confini.

Gli obiettivi della legalizzazione della cannabis in Messico

Così come negli Stati Uniti, dove la legalizzazione federale della cannabis è stata approvata dalla Camera dei Rappresentati e ora si trova in mano del Senato, anche il Messico si trova ad affrontare una decisione simile per cambiare le sorti economiche e sociali del paese. Il disegno di legge, infatti, garantirebbe una vera e propria svolta in un territorio nel quale il traffico della marijuana è ancora oggi uno dei principali mercati dei cartelli del narcotraffico. Tra gli obiettivi, però, non c’è solo la riduzione dell’influenza dei narcos.

La proposta, infatti, punta anche a creare un mercato legale, sia per l’utilizzo ricreativo che per quello terapeutico, che permetterebbe di incassare ingenti imposte e si trasformerebbe nel più grande al mondo del suo genere. I numeri parlano chiaro: il Messico sarebbe sì il terzo stato al mondo dopo Canada e Uruguay a legalizzare a livello nazionale la cannabis, ma sarebbe il primo per dimensioni, contando oltre 88 milioni di adulti e possibili consumatori. Secondo le ricerche svolte dalla New Frontier Data, compagnia di analisi che agisce a livello internazionale, il mercato locale potrebbe valere oltre 2 miliardi di dollari, dando vita ad almeno 50 mila posti di lavoro.

Ultimo, ma non meno importante, tra gli obiettivi di questo disegno di legge anche la diminuzione della pressione sul sistema carcerario, andando a svuotare le prigioni dai piccoli spacciatori e dai consumatori illegali detenuti.

La posizione degli attivisti pro-marijuana

Dopo anni di lotte per la legalizzazione, gli attivisti pro-marijuana oggi si dividono e criticano il disegno di legge al vaglio della Camera, accusato di favorire le grandi aziende a discapito dei piccoli coltivatori, principali attori legali del settore.

Secondo la proposta, infatti, la coltivazione ai fini della vendita sarebbe garantita solo dopo lunghi iter burocratici e sarebbe regolata da un numero così elevato di norme che potrebbero non solo limitare, ma anche scoraggiare i piccoli produttori. Tra queste il controllo e la certificazione di ogni singola pianta dalla fase preliminare di semina fino alla vendita.

Le preoccupazioni degli attivisti sono fondate. Con la nuova proposta di legge, infatti, i piccoli agricoltori potrebbero continuare a coltivare solo in collaborazione con le grandi aziende, le uniche che avranno i mezzi per ottenere le certificazioni. Da questo, secondo le stime, dipenderanno le sorti di circa 200 famiglie sparse in tutto il paese.

Proprio per questo motivo, nel novembre 2020, le associazioni per la legalizzazione della cannabis hanno protestato di fronte al Senato di Città del Messico chiedendo di essere ascoltate e di modificare la nuova legge al vaglio.

Tra i numerosi punti critici emersi anche l’obbligo per i consumatori di ottenere una licenza previa iscrizione al registro nazionale dell’Istituto messicano per la regolazione e il controllo della cannabis, che spingerebbe molti cittadini a restare nell’ombra dell’illegalità.

La regolamentazione della cannabis in Messico

Se la coltivazione della marijuana in Messico ha origini antiche, la strada verso la legalizzazione affonda le sue radici in epoche più recenti.

La prima legge, legata alla depenalizzazione del possesso di piccole quantità di cannabis, fu approvata nel 2009, seguita dalla depenalizzazione per uso medico per i prodotti con meno dell’1% di THC nel 2017. Ultima la sentenza della Corte Suprema del 2018, attraverso la quale si è dato il via all’iter che ha portato all’attuale disegno di legge che potrebbe cambiare le sorti del paese.

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