Centro trasformazione canapa a Cerignola: il sud riparte dalla canapa

Centro trasformazione canapa a Cerignola

È nato a Cerignola, in provincia di Foggia, il primo centro di trasformazione della canapa. Inaugurato il 31 ottobre 2020, il centro pugliese è attualmente l’unico funzionante in Italia e apre la regione, ma anche l’intero paese, a infinite possibilità dal punto di vista economico e industriale.

Il nuovo centro di trasformazione canapa a Cerignola

Realizzato dalla cooperativa Palma D’oro e da Bio Hemp Trade, azienda barese leader nel nostro paese per la coltivazione della canapa a livello industriale, il nuovo centro di trasformazione della canapa è il più grande della penisola.

La struttura accoglierà in particolare la prima lavorazione della pianta, grazie alla quale poi si ricaveranno il canapulo (il legno di canapa) e la fibra che poi andranno ad avviare intere filiere industriali, in particolare quelle a km0 del territorio. Sarà proprio questo centro uno dei motori per la ripartenza economica e sostenibile del Centro-Sud.

La sostenibilità dell’industria della canapa

Ed è proprio quello della “sostenibilità” uno dei concetti chiave del progetto, reso possibile da un’industria, quella della canapa, totalmente green.

Le colture, infatti, necessitano di meno acqua e, soprattutto, di meno spazio rispetto a quelle “tradizionali” e più diffuse, garantendo così un’elevata produttività sia in termini di spazio che di tempo, il tutto senza l’utilizzo di pesticidi.

Infine, la pianta può essere utilizzata in tutte le sue parti, senza scarti e sprechi, ed è proprio questa sua incredibile adattabilità a renderla compatibile con diversi settori, anche quelli più impensabili.

L’impatto del centro di Cerignola sull’edilizia

Il centro di trasformazione di Cerignola ha e avrà un impatto positivo anche e soprattutto sul settore dell’edilizia. La nascita della struttura, infatti, non solo ha permesso di completare la filiera regionale delle case realizzate in canapa, totalmente biocompatibili, ma anche di fornire gli strumenti adatti alla lavorazione dei prodotti destinati all’edilizia rimanendo all’interno del territorio.

Secondo studi recenti, inoltre, l’edilizia sarebbe responsabile di circa il 30% delle emissioni di C02, mentre con l’utilizzo della canapa si garantirebbe una filiera carbon negative.

Le legislazione in Italia

La realizzazione del centro è stata resa possibile anche dalle normative legate alla coltivazione della canapa nel nostro paese.

Fondamentale è stata la legge n. 242 del 2016, emanata per adeguarsi alle normative europee, che regolamenta la coltivazione e la realizzazione di prodotti derivati sul territorio nazionale. Imprescindibili dal punto di vista legale sono i livelli di THC presenti, che devono essere inferiori ai 2 milligrammi per chilo.

L’industria della canapa

Ed è proprio dal 2016 che la canapa in Italia si è fatta strada in diversi settori, da quello medico e sportivo, dove viene utilizzata a scopo terapeutico, fino all’industria cosmetica e a quella alimentare, che sfruttano i suoi numerosi benefici e le sue proprietà.

Non solo, la canapa, con l’aiuto di questo nuovo centro di trasformazione, entrerà a far parte anche delle filiere industriali della bioplastica, della carta e del tessile, oggi non sfruttate nel nostro paese se non utilizzando materiali e materie prime tradizionali.

Quest’ultimo settore, però, non è nuovo. Negli anni Cinquanta, infatti, l’Italia si trovava al secondo posto tra i produttori di canapa a livello internazionale, un ruolo perso poi a causa della sempre maggiore e più rapida diffusione delle fibre sintetiche. Un panorama, questo, che potrebbe cambiare con l’inaugurazione del centro di trasformazione di Cerignola, che farà da apripista per altri centri italiani.