Per anni la cannabis è stata raccontata come una pianta dominata da due sole molecole: THC e
CBD. Oggi però la ricerca scientifica sta mostrando un quadro molto più complesso. Diversi
gruppi di ricerca hanno identificato di recente nuovi cannabinoidi e composti minori presenti
nella pianta, alcuni dei quali erano sconosciuti fino a pochi mesi fa.
Tra i nomi che stanno attirando maggiore attenzione ci sono il cannabizetolo e il
cannabielsoxa, molecole individuate grazie a tecniche analitiche sempre più avanzate. La
scoperta conferma una cosa importante: la cannabis contiene ancora numerosi composti poco
studiati e, in parte, inesplorati.
Secondo gli esperti, molte delle proprietà attribuite alla cannabis potrebbero dipendere
proprio dall’interazione tra decine di molecole minori e non soltanto da THC e CBD.
La cannabis contiene centinaia di composti diversi
La pianta di cannabis produce una quantità sorprendente di sostanze chimiche naturali. Oltre
ai cannabinoidi più noti, sono presenti:
- terpeni;
- flavonoidi;
- acidi cannabinoidi;
- composti aromatici;
- molecole ossidate e degradate nel tempo.
Ad oggi sono stati identificati oltre 150 cannabinoidi differenti, ma molti di questi esistono in
concentrazioni estremamente basse. Per anni sono rimasti invisibili agli strumenti di
laboratorio tradizionali.
Le nuove tecnologie di spettrometria di massa e cromatografia ad alta risoluzione stanno però
cambiando radicalmente la situazione. Molecole che prima passavano inosservate possono
oggi essere isolate, analizzate e studiate nel dettaglio.
Cannabizetolo e cannabielsoxa: cosa sappiamo davvero
Tra le nuove molecole identificate nel 2025, due delle più interessanti sono il cannabizetolo e
il cannabielsoxa.
Il cannabielsoxa è stato osservato come possibile prodotto derivato dall’ossidazione del CBD.
In termini semplici, potrebbe formarsi quando alcuni cannabinoidi vengono esposti a luce,
aria o calore per lunghi periodi. Questo apre nuove domande sulla stabilità degli estratti di
cannabis e sull’evoluzione chimica della pianta nel tempo.
Il cannabizetolo, invece, è uno dei cannabinoidi minori più recenti individuati dai ricercatori.
Al momento si conosce ancora molto poco sulle sue proprietà biologiche, ma la sua
identificazione dimostra quanto la chimica della cannabis sia ancora lontana dall’essere
completamente compresa.
Gli scienziati sottolineano che la maggior parte di questi composti non è stata ancora studiata
clinicamente sull’uomo. Parlare oggi di effetti terapeutici sarebbe quindi prematuro.
Perché queste scoperte sono importanti
La scoperta di nuovi cannabinoidi non è solo una curiosità scientifica. Potrebbe avere
conseguenze importanti in diversi settori:
- ricerca farmacologica;
- medicina cannabinoide;
- genetica della cannabis;
- sviluppo di nuovi estratti;
- selezione di varietà ricche di composti specifici.
Negli ultimi anni la ricerca si è concentrata soprattutto su THC e CBD perché sono i
cannabinoidi più abbondanti e più facili da isolare. Ora però l’attenzione si sta spostando
verso i cosiddetti “cannabinoidi minori”, cioè le molecole presenti in quantità molto piccole.
Secondo alcuni ricercatori, proprio questi composti potrebbero contribuire a quello che viene
definito effetto entourage: la possibile interazione tra cannabinoidi e altre sostanze naturali
della pianta.
La cannabis del futuro potrebbe essere molto diversa
Le nuove scoperte stanno cambiando anche il modo in cui vengono selezionate e coltivate le
varietà di cannabis.
Per decenni il mercato si è concentrato quasi esclusivamente su:
- percentuale di THC;
- quantità di CBD;
- aroma e resa produttiva.
Oggi invece cresce l’interesse verso varietà capaci di produrre cannabinoidi rari o profili
chimici più complessi. Alcuni laboratori stanno già lavorando su genetiche ricche di CBG, CBC
e altri composti minori.
In futuro potremmo vedere estratti formulati non più soltanto attorno a THC e CBD, ma
costruiti su combinazioni molto più sofisticate di molecole naturali.
FAQ – Domande frequenti sui nuovi cannabinoidi
Quanti cannabinoidi esistono nella cannabis?
Ad oggi gli scienziati hanno identificato oltre 150 cannabinoidi diversi nella pianta di
cannabis.
Cosa sono i cannabinoidi minori?
Sono cannabinoidi presenti in concentrazioni molto basse rispetto a THC e CBD.
Cosa sono i cannabinoidi minori?
Le moderne tecniche di laboratorio permettono oggi di identificare molecole che in passato
erano troppo difficili da rilevare.
Conclusione
La cannabis moderna è molto più complessa di quanto si pensasse fino a pochi anni fa. Le
recenti scoperte su nuovi cannabinoidi mostrano che la ricerca è ancora soltanto all’inizio.
Se in passato l’attenzione era concentrata quasi esclusivamente su THC e CBD, oggi gli
scienziati stanno iniziando a esplorare un universo chimico molto più ampio. Ed è possibile
che alcune delle scoperte più importanti sulla cannabis debbano ancora arrivare.


