CANNABIS PER IL CORONAVIRUS: I CANNABINOIDI CBC E CBD SONO UTILI PER CONTRASTARE I DANNI DEL COVID-19

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Iniziate quasi in concomitanza della pandemia da coronavirus, varie ricerche che hanno dimostrato gli effetti  ANTINFIAMMATOIRE e ANTIVIRALI della CANNABIS sulle sintomatiche da Covid-19 e SARS-coV-19 (Riportate anche sull’articolo del sito https://www.ambientebio.it/coronavirus/i-cannabinoidi-cbc-e-cbd-sono-utili-per-contrastare-i-danni-del-covid-19).

Eccoci spiegato dagli esperti che: Durante la tempesta citochinica ( valvola di sfogo del nostro sistema immunitario che quando eccessivamente iperattivata favorisce l’indebolimento dello stesso)  La cannabis uccide le proteine del virus, stimola la produzione di fattori antivirali specifici che bloccano la fase di replicazione delle cellule virali, così che non permetta al virus di vivere e riprodursi nel nostro organismo.

Questa azione viene stimolata da numerosissime sostanze isolate nei fiori e dalle foglie di cannabis: il THC, il CBD ed i terpeni. ma anche il CBC e il cannabichromene. Questi ultimi composti fitocomplessi aggiunti sono grazie ad uno studio della Medical College of Georgia, pubblicato anche sulla rivista scientifica “Cannabis Research”.

CBC e CANNABICHROMENE

Il responsabile per eccellenza degli effetti antinfiammatori e antivirali  della cannabis è il cannabichromene. Il cannabichromene è stato scoperto nel 1966. È uno dei principali cannabinoidi, nello specifico il terzo per importanza (dopo il thc, il cbd e prima del cbg.) 

Per saperne di più leggi anche il nostro articolo “Principi attivi della marijuana”

A propisito del cannabichromene possiamo aggiungere anche:

  • Non possiede, esattamente come il cbd e il cbg, attività psicotropa, ma solo ANTIDEPRESSIVA tramite la forte ibizione dell’ assorbimento dell’AEA
  • Come altri cannabinoidi, concorre nello stimolare la neurogenesi (vedasi studi del 2013)
  • Esercita azione analgesica, interagendo direttamente con i recettori endocannabinoidi presenti in tutto il ns corpo, i CB1 e i CB2. Si lega tuttavia anche ad altri recettori, in particolare TRPA1 e TRPV1. Questi canali neuronali sono costituita da recettoriale cannbinoidi come il Sistema Endocannabinoide (ECS), e collegano tutto il corpo svolgendo un ruolo chiave nella trasmissione dei segnali di dolore e infiammazione (Davis and Hatoum 1983).
  • Le azioni ANTINFIAMMATORIE del cbc sono note dal 1980 (Wirth et al.).
  • Lo studio del 1982 (ElSohly et al.,1982) ne ha rivelato le azioni antibiotiche e antifungine.
  • Nel 2006, un altro studio (Ligresti et al.) ne ha evidenziato il poter anticancerogeno e la citotossicità su diverse linee cellulari tumorali.
  • Il CBC è anche un ottimo ANTIBATTERICO (sia su batteri GRAM positivi sia su quelli GRAM negativi).
  • Il CBC riduce l’intossicazione da THC

IL CBD può aiutare a evitare la distribuzione polmonare da COVID-19

Il cannabidiolo, o il cbd, secondo quanto accertanto i ricercatori, può aiutare a ridurre la tempesta di citochine e l’eccessiva infiammazione polmonare che sta uccidendo molti  pazienti affetti da Covid-19

Mentre sono necessari ulteriori lavori e studi clinici per determinare il dosaggio e i tempi ottimali, prima che il CBD diventi parte del trattamento per il Covid-19

Questa sostanza potrebbe aiutare i pazienti affetti dal Covid-19 a limitare le difficoltà respiratorie evitando interventi estremi come la ventilazione meccanica e la morte per sindrome de distress respiratorio acuto (studi dai ricercatori del Dental College of Georgia e del Medical College of Georgia). I  ventilatori meccanici possono assumere queste funzioni vitali per un po ‘e consentire alle persone in condizioni critiche di usare meno energia per respirare e avere più energia per combattere le infezioni, mentre idealmente i polmoni si riprendono dall’assalto. Tuttavia, l’evidenza suggerisce che il 30-50% dei pazienti che arrivano al punto di ventilazione meccanica, non sopravvivono.

“ L’ARDS è un killer importante nei casi gravi di alcune infezioni virali respiratorie, inclusa la sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus 2, proprio per questo abbiamo bisogno di strategie di intervento nel trattamento”. afferma l’immunologo e decano Dott. Babak Baban associato ad interim per la ricerca presso DCG e corrispondente autore dello studio sulla rivista “Cannabis and Cannabinoid Research”

Gli studi di laboratorio indicano che il CBD puro può aiutare i polmoni a riprendersi dell’infiammazione schiacciante o dalla tempesta citochine, causata dal virus Covid-19, e ripristinare i livelli  di ossigeno più salutari nel corpo, afferma il capo della chirurgia plastica pediatrica MCG. Le loro scoperte sul CBD sono state rese possibili dall’ulteriore scoperta di un modello sicuro e relativamente economico per limitare il danno polmonare causato dall’ARDS.

 Il lavoro sul virus stesso è limitato di solo alcuni  laboratori nella nazione in grado di gestire in modo sicuro il virus altamente contagioso e il loro approccio recentemente riportato apre ulteriori porte per lo studio di SARS-CoV-2.

Il CBD ha significativamente ridimensionato gli indicatori classici dell’eccesso, come le citochine che favoriscono l’infiammazione mentre migliorava i livelli di ossigeno nel sangue e ha permesso ai polmoni di riprendersi dal danno strutturale.

Il cannabidiolo inverte la condizione di infiammazione polmonare

In effetti, dicono gli specialisti che sia i sintomi clinici che i cambiamenti polmonari fisici derivanti dall’ARDS sono stati invertiti con il trattamento con CBD.

IL CANNABIDIOLO INVERTE LE CONDIZIONI DI INFIAMMAZIONE POMONARE

Gli specialisti dicono che sia i sintomi clinici che i cambiamenti polmonari fisici derivati dall’ ARDS sono stati invertiti con il trattamento con CBD

Il dott. Baban afferma anche: “L’istinto naturale del virus è quello di moltiplicarsi il più velocemente possibile, Si intreccia con il nostro DNA per fare in modo che la cellula produca cibo e tutto ciò di cui ha bisogno.” E aggiunge: “I virus (alcuni possono e vanno ovunque) tendono anche ad avere un tessuto o tessuti che preferiscono e per SARS-CoV-2, i polmoni sono in cima alla lista“.

Gli studi dettagliati sui polmoni in seguito hanno affermato che, Il CBD ha rapidamente migliorato i sintomi clinici. 

 sui polmoni hanno mostrato danni alla loro struttura, come la crescita eccessiva dei tessuti, le cicatrici e il gonfiore, anch’essi completamente o parzialmente risolti. I loro prossimi passi includono studi simili su altri organi colpiti da COVID-19 tra cui l’intestino, il cuore e il cervello, dice Baban.

CANNABIS PER IL CORONAVIRUS: I CANNABINOIDI CBC E CBD SONO UTILI PER CONTRASTARE I DANNI DEL COVID-19

Fonte citata: ultimissimo studio del Medical College riportato su Cannabis Research (e citato dal quotidiano La Repubblica che ha fatto confusione tra CBD e CBC!)