Decreto sicurezza: “Giudici e tribunali devono disapplicare la norma se contrasta con il diritto comunitario”.

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È il fulcro della nuova azione delle associazioni di settore per contrastare il decreto sicurezza

Secondo Alfonso Celotto, avvocato cassazionista e professore ordinario di diritto
costituzionale, il decreto sicurezza, per lo meno per la parte relativa alla canapa, dovrebbe
avere vita breve.

Disapplicare la norma se contrasta con il diritto UE

“Sia il giudice che l’autorità amministrativa devono disapplicare la norma se questa contrasta
con il diritto comunitario”.
Ha infatti scandito di recente, spiegando in particolare che: “Se ti
chiudono il negozio”, spiega Celotto, “dovresti andare dal prefetto e dovrebbero riaprilo
immediatamente, senza giudizio, perché il provvedimento dovrebbe disapplicarlo lui stesso,
perché la disapplicazione della norma italiana, contrastante con il diritto dell’Unione europea
spetta a ogni autorità amministrativa”.
L’occasione è stata la conferenza stampa alla Camera dei deputati dove è stata presentata
l’ultima iniziativa delle associazioni di settore Canapa Sativa Italia e Imprenditori Canapa
Italia, che si sono affidate agli avvocati Giacomo Bulleri e Giuseppe Libutti per cercare di
fermare la legge sul nascere.

La mancata notifica al Tris

Precedentemente Raffaele Desiante di Imprenditori Canapa Italia aveva scritto alle istituzioni
europee per segnalare la mancata segnalazione al Tris, la piattaforma gestita dalla
Commissione Europea che serve a notificare progetti di legge nazionali che introducono
regole tecniche nuove o modifiche su prodotti o servizi e che serve per evitare barriere al
mercato interno dell’Unione Europea. Siccome il disegno di legge impedisce a merci prodotte
legalmente all’interno dell’unione, come le infiorescenze di canapa e i loro derivati, di poter
circolare liberamente, la notifica sarebbe stata necessaria.
Dall’Europa la risposta è stata chiara: “Se il governo non ha fatto la segnalazione al Tris,
possiamo andare in un tribunale ordinario e chiedere che la legge venga disapplicata”.
Ecco quindi spiegate le parole del professor Celotto e anche l’azione delle associazioni che si
sono affidate ai due avvocati proprio per avviare un’azione di accertamento per capire se la
norma contenuta nel decreto sicurezza sia incompatibile con la normativa comunitaria o
costituzionale.
Se così fosse il tribunale civile sarebbe obbligato a fare decadere immediatamente la legge.

Noi di Legal Weed, intanto, continuiamo a lavorare a livello internazionale e nazionale, con
tutti gli attori coinvolti, per trovare le migliori soluzioni che possano permettere di lavorare
finalmente in totale tranquillità.