Secondo uno studio scientifico solo il 4% dei consumatori acquista cannabis dal mercato illecito
Nel 2018 il Canada è diventato il secondo Paese al mondo – dopo l’Uruguay – a legalizzare
l’uso ricreativo della cannabis. La mossa era ambiziosa e controversa, ma aveva un obiettivo
chiaro: sottrarre terreno e profitti al mercato illegale, offrendo al contempo prodotti sicuri e
regolamentati. Cinque anni dopo, i dati parlano chiaro: la legalizzazione ha colpito duramente
il mercato nero, con risultati migliori del previsto.
Solo il 4% compra ancora “illegalmente”
Secondo una ricerca pubblicata sull’International Journal of Drug Policy e condotta da
studiosi della McMaster University (Ontario), soltanto il 4% dei consumatori canadesi di
cannabis dichiara di acquistare ancora da fonti non regolamentate. Si tratta di un crollo
drastico rispetto alla situazione pre-legalizzazione, quando il mercato illecito era l’unico
disponibile.
Questa cifra è stata confermata anche da dati ufficiali di Statistics Canada, che nel 2023 ha
rilevato che il 67% degli utenti di cannabis acquistava regolarmente da fonti legali, con
un progressivo aumento anno dopo anno. Il passaggio al mercato legale non è solo simbolico,
ma reale e massivo.
Un impatto immediato e duraturo
Gli autori dello studio accademico hanno sottolineato che la legalizzazione ha avuto un effetto
immediato sulla riduzione del mercato nero, con una tendenza al calo costante negli anni
successivi. “Il provvedimento ha raggiunto uno degli obiettivi principali del governo: togliere i
profitti dalle mani dei criminali”, scrivono i ricercatori.Ma non si tratta solo di economia sommersa. La riduzione del mercato illecito significa anche
meno esposizione a prodotti contaminati o non controllati, con importanti ricadute
positive sulla salute pubblica.
Uno dei motivi principali del successo del mercato legale canadese è l’efficienza del sistema. I
prodotti venduti nei dispensari autorizzati sono controllati, etichettati e testati, con livelli
noti di THC e CBD, date di scadenza, e indicazioni sugli effetti.
Anche i prezzi hanno giocato un ruolo chiave: se inizialmente il mercato illegale era ancora
competitivo, oggi il prezzo medio della cannabis legale in Canada è pari o inferiore a quello
del mercato nero, secondo i dati di Health Canada.
L’esempio americano: legalizzare funziona
La tendenza non è esclusivamente canadese. Negli Stati Uniti, dove la legalizzazione è stata
introdotta a livello statale, un sondaggio del 2023 ha mostrato che il 52% dei consumatori
negli Stati “legal” acquista principalmente nei dispensari fisici, mentre solo il 6%
continua a rifornirsi da un dealer. Anche qui, l’effetto “trasferimento” dal mercato illegale a
quello legale è evidente.
L’esperimento canadese dimostra che la legalizzazione non è solo una questione ideologica o
culturale: è una strategia concreta per ridurre la criminalità, tutelare i consumatori e
creare un mercato trasparente. Il sostegno pubblico è rimasto stabile, con circa sei
canadesi su dieci favorevoli alla normativa vigente.
Il messaggio è chiaro: legalizzare la cannabis funziona, ma serve un sistema efficiente,
accessibile e credibile. Il Canada ce l’ha fatta. Chi sarà il prossimo?


