Gli atleti potranno fare uso di cannabis? La risposta della WADA

atleti cannabis

La World Anti-Doping Agency (WADA) ha deciso di rivedere lo stato della cannabis, attualmente nell’elenco delle sostanze vietate agli atleti. La decisione, che verrà comunicata nei prossimi mesi, non vedrà comunque l’attuazione prima della fine del 2022. 

A comunicare la decisione è stata la stessa WADA, attraverso il suo sito Wada-ama.org, in seguito al terzo meeting annuale del Comitato Esecutivo (Executive Committee, ExCo) tenutosi a Istanbul nel settembre 2021. Ora la raccomandazione passa nelle mani del Foundation Board (Consiglio di fondazione), che si riunirà insieme all’ExCo i prossimi 24 e 25 novembre a Parigi. 

Cos’è la WADA

Fondata il 10 novembre 1999 a Losanna, in Svizzera, la WADA è l’Agenzia mondiale anti-doping, una fondazione pubblico-privata creata per volere del Comitato Olimpico Internazionale con il fine di coordinare la lotta contro il doping nel mondo dello sport. Oggi ha sede a Montréal, in Canada.

L’Agenzia è formata da un Consiglio di fondazione, massima autorità decisionale, composto da 38 membri tra rappresentanti del Comitato Olimpico Internazionale e dei diversi governi nazionali. A questi si aggiungono i 14 membri del Comitato Esecutivo — tra Comitato Olimpico Internazionale, governi e membri indipendenti —, ai quali il Consiglio delega la gestione dell’Agenzia. 

La decisione sulla cannabis

Attualmente la cannabis rientra tra le sostanze vietate dalla WADA, ma dopo l’incontro di settembre la situazione potrebbe mutare, almeno sulla carta, in vista del 2023. 

La discussione è avvenuta all’interno della sessione legata alla lista delle sostanze proibite, che viene aggiornata di anno e che segnala quali sostanze e quali metodi di somministrazione sono vietati sia all’interno che all’esterno dell’ambito di gara. Le prime modifiche al codice, relative in particolare ai glucocorticoidi, sono state valutate con l’inizio di ottobre 2021, ma entreranno in vigore dal 1 gennaio 2022 per dare da una parte la possibilità agli atleti, ai loro preparatori e rappresentanti di aggiornarsi in merito alle nuove linee guida e dall’altra di consentire ai laboratori accreditati dalla WADA di aggiornare le proprie procedure per incorporare i nuovi valori di segnalazione relativi alle sostanze.

A questo si aggiunge la rivalutazione relativa alla cannabis, entrata nell’agenda dell’Agenzia grazie alle numerose richieste inviate dalle parti interessate. In questo contesto, l’ExCo ha approvato la decisione del gruppo consultivo di esperti di avviare nel 2022 una revisione scientifica dello stato della cannabis, che però rimarrà vietata in competizione anche il prossimo anno.

Il motore della rivalutazione: dagli atleti alle società

A chiedere la rivalutazione della condizione della cannabis sono state in particolare le stesse leghe sportive, tra queste quella di atletica rappresentata da Sebastian Coe, presidente della Federazione Internazionale (World Athletic), che nell’agosto 2021 aveva aperto a questa possibilità dopo la polemica che aveva coinvolto la velocista statunitense Sha’Carri Richardson, tra le atlete in gara per la 100 metri alle Olimpiadi di Tokyo che, da grande favorita, è stata esclusa dalla competizione per aver fumato cannabis nei giorni precedenti all’evento.  

Non solo, anche i principali campionati sportivi a stelle e strisce stanno andando verso una politica più permissiva nei confronti della cannabis. La NFL, per esempio, la principale lega professionistica statunitense di football americano, non solo ha avanzato l’ipotesi di utilizzare la cannabis e le sue proprietà ansiolitiche e antidolorifiche al posto degli oppioidi con lo scopo di trattare traumi e infortuni, ma ha anche cambiato le sue politiche antidroga. Un approccio simile è quello della NHL, la National Hockey League statunitense e canadese, che ha deciso che non ci saranno punizioni per gli eventuali sportivi risultati positivi alla cannabis. Ultima, ma non meno importante, la Major League di Baseball che ha eliminato la pianta dalle sostanze vietate.

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