Ecco perché Raphael Mechoulam, padre della ricerca sulla cannabis, merita il Nobel

Raphael Mechoulam

Nel 2020 il biologo e chimico israeliano Raphael Mechoulam è riuscito a creare un nuovo cannabinoide sintetico, noto come EPM301, che potrebbe cambiare la storia della cannabis terapeutica. Ecco chi è e perché, secondo la comunità scientifica di settore, dovrebbe vincere il Premio Nobel per la chimica.

Chi è il professor Raphael Mechoulam

Nato nel 1930 a Sofia, in Bulgaria, Raphael Mechoulam è un chimico e biologo naturalizzato israeliano. Trasferitosi in Israele con la famiglia nel 1949, Mechoulam ottiene un dottorato in chimica per poi trasferirsi a Manhattan per seguire un corso di perfezionamento alla Rockefeller University, università privata che si dedica principalmente alla ricerca medica e scientifica.

Terminato il periodo di studio, Mechoulam torna in Israele, dove diventa membro dell’Istituto Weizmann, uno dei più importanti centri di ricerca a livello globale, ed è lì che per primo, nel 1964, riesce a isolare e sintetizzare il Delta 9 tetraidrocannabinolo, il più importante principio attivo della cannabis. Ottenuto il ruolo di professore di chimica all’Università Ebraica di Gerusalemme, Mechoulam continua i suoi studi sulla cannabis individuando il cannabidiolo (CBD) e il cannabigerolo (CBG) e isolando l’endocannabinoide anandamide e il 2-arachidonoilglicerolo (2-AG), tutti traguardi fondamentali nello studio della cannabis che hanno portato alla creazione in suo onore del “Raphael Mechoulam Annual Award in Cannabinoid Research”, prestigioso premio del settore istituito dall’International Cannabinoid Research Society.

La sintetizzazione dell’EPM301

A queste scoperte si aggiunge quella del 2020, quando Raphael Mechoulam è riuscito a creare un nuovo cannabinoide sintetico: l’estere metilico dell’acido cannabidiolico, anche noto come EPM301. Tra le sue principali proprietà la capacità di sopprimere l’ansia e la nausea, due caratteristiche che lo rendono quindi fondamentale dal punto di vista medico e terapeutico. Attualmente, l’EPM301 è stato approvato per studi sull’uomo guidati dalla Food and Drug Administration degli Stati Uniti per il trattamento della malattia infiammatoria intestinale (IBS), della psoriasi e della sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS).

Perché Raphael Mechoulam merita il Premio Nobel

Secondo molti membri della comunità scientifica, è proprio per questa nuova scoperta, fatta in collaborazione con la società statunitense di biotecnologie EPM Group, azienda da sempre focalizzata sullo sviluppo di sostanze in grado di colmare il divario tra la cannabis e l’industria farmaceutica, che Raphael Mechoulam meriterebbe di vincere il Premio Nobel per la chimica. Il riconoscimento andrebbe non solo ad aggiungersi agli oltre 25 premi ottenuti dal chimico nel corso della sua vita — tra questi anche il Technion Harvey Prize nel 2020 —, ma anche a coronare una carriera che ha portato a scoperte fondamentali per la medicina.

Mechoulam, di fatto, è stato un pioniere delle ricerche sulla cannabis e uno dei primi ad analizzare scientificamente le sue proprietà curative e terapeutiche cambiando di conseguenza il punto di vista su una sostanza per anni associata solamente all’utilizzo ricreativo.

Ora, con la nuova scoperta, Raphael Mechoulam presenta un altro punto di vista che avrà impatti sia sul settore della cannabis in generale che su quello farmaceutico in particolare, perché la sintesi dell’EPM301, che vanta dei principi attivi più potenti di quelli del CBD e del THC, ha ufficialmente aperto le porte all’espansione del mercato delle terapie a base di cannabinoidi.

Quando si scoprirà il vincitore del Premio Nobel 

Per il secondo anno consecutivo, a causa dell’emergenza sanitaria, i vincitori dei Premi Nobel per la scienza riceveranno i premi nei loro Paesi di residenza e non a Stoccolma, come vorrebbe la tradizione. I vincitori saranno annunciati tra il 4 e l’11 ottobre, mentre le cerimonie di premiazione avverranno il 10 dicembre, anniversario della morte del fondatore del riconoscimento: Alfred Nobel, morto nel 1896.