Il Ddl sicurezza è stato trasformato in decreto e approvato, ora manca solo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
Nonostante le proteste di agricoltori e commercianti di settore, le manifestazioni dei
cittadini, le conferenze in Parlamento e le mediazioni tentate dalle più grandi associazioni di
coltivatori, il governo ha deciso di andare avanti per la sua strada e approvare l’emendamento
che considera l’infiorescenza di canapa, con THC sotto i limiti di legge, come uno stupefacente.
Da Ddl a decreto
Venerdì scorso infatti il Ddl Sicurezza è stato trasformato in decreto legge e approvato in
serata.
Una mossa sconsiderata che trasforma, da un giorno all’altro, onesti agricoltori e imprenditori
in criminali, mandando in fumo un mercato che già oggi vale 2 miliardi di euro e dà lavoro a
circa 30mila persone.
Non solo, perché oltre alla decretazione d’urgenza, che cambia le regole in corso
all’improvviso eliminando qualsiasi garanzia democratica per la libera impresa, nella legge
non viene indicato nemmeno come eventualmente smaltire il prodotto che, grazie alla loro
legge, rappresenterebbe un illecito grave, visto che si tratterebbe di uno stupefacente.
Le prime reazioni
Le reazioni sono state diverse. Le associazioni del settore della canapa industriale, come
Canapa Sativa Italia e Imprenditori Canapa Italia, annunciano che andranno avanti senza
esitazioni, mentre preparano i ricorsi per la giustizia italiana e la petizione europea fa il suo
percorso alla Commissione.
Le associazioni agricole come Coldiretti, CIA e Confagricoltura, incredule per l’accaduto,
chiedono per l’ennesima volta al governo un tavolo di confronto.
Ma il tempo è agli sgoccioli: il decreto, infatti, entrerà in vigore automaticamente 24 ore dopo
la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, prevista in questi giorni.
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