Cos’è e come funziona un bong?

Il bong, o pipa ad acqua, è uno dei tanti strumenti ideati per fumare erba, nonché uno dei più antichi. Diffuso in tutto il mondo, il bong è anche uno dei metodi più sani per gustare appieno degli aromi e degli effetti della cannabis. Ecco la sua storia e come funziona. 

Bong: dalle origini ad oggi

Il bong affonda le sue radici in un passato talmente remoto da rendere impossibile la collocazione non solo temporale, ma anche geografica della sua nascita. Ciò che è certo è che il nome ha origini thailandesi ed è legato alla sezione di canna di bambu con la quale veniva tradizionalmente costruito e che, in lingua thai, si chiama appunto baung.

A contendersi la sua nascita ci sono due continenti: l’Asia e l’Africa. Da una parte il Sud Est Asiatico, da dove ha origine il nome, e la Russia, dove alcuni scavi hanno riportato alla luce un esemplare di pipa ad acqua realizzato in oro massiccio ben 2400 anni fa. Dall’altra l’Africa, dove sono stati ritrovati antichissimi esemplari, molti dei quali concentrati in Etiopia.

Dopo aver superato confini ed essersi diffusi in gran parte del pianeta, i bong subirono negativamente le normative legate all’utilizzo della cannabis, che hanno reso illegale il consumo della sostanza nonché la vendita di tutti gli oggetti correlati. La produzione, benché ridotta, non si è però mai interrotta, complice anche l’utilizzo delle pipe ad acqua tra i consumatori di tabacco. 

Design e materiali

Nel corso dei secoli, il bong si è evoluto trasformandosi nella forma, ma, soprattutto, nei materiali utilizzati per costruirlo, che spaziano dalla ceramica al legno.

Nonostante la storia antichissima, infatti, il design moderno che tutti conosciamo è piuttosto recente e risale agli anni Sessanta del Novecento, quando canne e bong divennero parte delle rivoluzioni culturali e dei movimenti di controcultura giovanile. È in quegli anni, infatti, che il vetraio americano Bob Snodgrass realizzò le nuove pipe ad acqua, spesso arricchite da colori psichedelici. 

Proprio grazie a lui, oggi i bong sono realizzati prevalentemente in vetro, più semplice da pulire e più sicuro dal punto di vista della salute, o in silicone, che non solo lo rende un oggetto più economico, ma anche meno fragile e delicato.

Come funziona un bong 

Fumare erba con un bong non è semplice e immediato come fumare erba con uno spinello, ma, una volta imparati il suo funzionamento e la sua preparazione, permette di gustare appieno degli aromi della cannabis. 

Innanzitutto, per funzionare, la base del bong deve essere riempita d’acqua (aggiunta per raffreddare il fumo) lasciando circa 2 o 3 centimetri di spazio tra l’ampolla e lo stelo. A questo punto, la cannabis tritata finemente deve essere posta sul braciere ricordandosi però di inserire dei pezzi più grandi sul fondo in modo che quelli più piccoli non vengano poi risucchiati nella pipa. È importante, inoltre, non compattare troppo la cannabis, per dare all’aria la possibilità di passare. 

Una volta preparato il bong, si deve posizionare la bocca all’estremità del tubo e accendere l’erba con un accendino; per stimolare la combustione si può inspirare lentamente, ma è necessario fermarsi non appena compare il fumo, per non inalarlo. In questo passaggio, inoltre, la fiamma deve rimanere accesa finché la quantità di fumo all’interno del bong non sarà sufficiente, mentre, per far durare di più la combustione, è sempre buona regola accendere solo il bordo della cannabis.

Ora il bong è pronto, si può estrarre il braciere e inalare il fumo che si è formato. Per ogni fumata è necessario riposizionare il braciere e riaccenderlo. Fondamentale, infine, la pulizia al termine della fumata. 

Vantaggi e svantaggi nell’usare un bong

Il bong è tra gli strumenti preferiti dai fumatori di cannabis perché, a differenza degli spinelli, per esempio, permette boccate più profonde e piacevoli, che danno la possibilità di gustare appieno gli aromi della cannabis.

Tra gli svantaggi, invece, la cura e l’attenzione, la necessità di una pulizia attenta dopo l’utilizzo e gli effetti psicotropi a volte ridotti dal filtraggio. Aspetti che, però, non frenano gli estimatori. 

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