Blunt: le famose foglie di tabacco rollabili

Blunt: le famose foglie di tabacco rollabili

I blunt, le canne realizzate con le foglie di tabacco essiccate, stanno prendendo sempre più piede tra i fumatori, complici gli aromi dolciastri rilasciati dall’involucro che arricchiscono l’esperienza. Ma quali sono le loro caratteristiche e qual è la loro storia?

Storia ed etimologia del blunt

I blunt affondano le loro radici nel Centro America e, più nello specifico, in Giamaica, dove la tradizione del sigaro si è incontrata e si è amalgamata con quella della cannabis. 

Superati i confini nazionali e giunti negli Stati Uniti, in particolare a New York dove la vasta comunità caraibica ha battezzato anche un ampio quartiere nel Queens (Jamaica, appunto), i blunt si sono poi diffusi in tutto il mondo prendendo il loro nome dalla marca di sigari più utilizzati per la loro realizzazione, i Phillies Blunt

Blunt: dimensioni, forme e contenuto

Il blunt è solitamente più grande rispetto a un più comune spliff, perché le foglie di tabacco possono contenere molta più cannabis, ma le dimensioni possono variare a seconda della preparazione, delle necessità del singolo e della marca.

Facilmente reperibili all’interno delle comuni tabaccherie, le foglie in commercio, infatti, non sono molto diverse dalle cartine in quanto a dimensioni e permettono di inserire circa un grammo di cannabis. È per questo che molti fumatori preferiscono svuotare sigari già pronti, solitamente realizzati con foglie più ampie.

Di forma cilindrica, il blunt contiene esclusivamente cannabis, perché la dose di tabacco è data dalla foglia con il quale è realizzato. In questo modo, il tabacco contribuirà al gusto, ma non andrà a intaccare considerevolmente gli effetti della marijuana. 

Il blunt, infine, è normalmente privo di filtri (anche se in molti consigliano di inserirli ugualmente per ridurre i danni causati dal tabacco) e proprio a questa mancanza si deve l’aumento degli effetti causati dalla cannabis, nonché quelli causati dalla nicotina presente nelle foglie. Sono queste caratteristiche a renderlo inadatto ai fumatori più sensibili o a quelli che, invece, preferiscono gustare la cannabis senza subire in maniera eccessiva i suoi effetti prsicotropi. 

Come si prepara e che sapore ha un blunt

Il blunt si può preparare in due modi: a partire da un sigaro o a partire dalle foglie di tabacco sfuse. Nel primo caso, è necessario aprire il sigaro, a mano o con un coltello per un taglio più preciso, e poi svuotarlo, in modo da sostituire il tabacco al suo interno con la cannabis. 

A questo punto il procedimento è lo stesso. Per riempire un blunt è necessario almeno un grammo di erba, che deve essere distribuito in maniera omogenea sulla foglia.

Una volta posizionato il contenuto si passa alla cosiddetta “leccata”, che permetterà di chiudere la foglia di tabacco. Per una chiusura efficace, la saliva deve essere stesa abbondantemente su entrambi i lati della foglia in modo da farla aderire al meglio. Infine, si passa alla rollata, molto simile a quella di una tradizionale canna.

Per assicurare la vera e propria chiusura, il blunt va infine “cucinato” passando la fiamma di un accendino o di un fiammifero sulla sua parte esterna, fiamma che, però, va passata velocemente per evitare che la foglia di tabacco si bruci.

Prima e durante la preparazione è fondamentale non lasciare per troppo tempo le foglie di tabacco a contatto con l’aria. Senza una protezione, infatti, l’involucro tende ad asciugarsi rendendo più difficile non solo la preparazione, ma anche la fumata. 

Il sapore del blunt

Il sapore del blunt è dato in particolare dalla foglia di tabacco con il quale è realizzato. Alcune, infatti, sono caratterizzate da aromi dolci e fruttati, in altre viene sottolineato il sapore del tabacco, altre ancora, infine, ricordano il burro d’arachidi. In commercio le opzioni sono tantissime, la scelta spetta solo al fumatore. 

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