Gli americani preferiscono vivere dove la cannabis è legale

Gli americani vogliono vivere dove la cannabis è legale

Gli americani preferiscono vivere negli Stati dove la cannabis è legale. A rivelarlo è un recente sondaggio statunitense che ha analizzato le preferenze immobiliari dei cittadini a stelle e strisce. Ecco i risultati più nel dettaglio. 

Il sondaggio immobiliare di Redfin

Secondo un sondaggio condotto nel mese di agosto da Redfin, una delle principali società di intermediazione immobiliare degli Stati Uniti, le normative in vigore a livello medico e sociale e le libertà concesse o meno — dal diritto all’aborto al conusmo di cannabis — dai diversi Stati influiscono pesantemente sulla scelta dell’acquisto dell’abitazione.

Scelte immobiliari: i cittadini statunitensi e la cannabis

Dal sondaggio, che ha coinvolto 1023 cittadini statunitensi che hanno cambiato casa nei 18 mesi precedenti alla ricerca, è emerso infatti che gli americani preferirebbero vivere in Stati in cui la cannabis è legale piuttosto che in quelli che continuano a criminalizzare i consumatori.

Nello specifico, il 34% degli intervistati preferirebbe risiedere in un luogo in cui la cannabis è “pienamente legale”  — quindi autorizzata sia dal punto di vista medico che ricreativo —, mentre il 12% vivrebbe solamente in un luogo in cui è legale, per un totale pari al 46%. Al contrario, il 12% degli intervistati preferirebbe non vivere dove la cannabis è legale, mentre il 10% dei coinvolti non vivrebbe in uno Stato dove vige la legalizzazione, per un totale di contrari pari al 22%. Infine, per il 32% degli intervistati quello della cannabis non è un argomento rilevante per l’acquisto di una casa.

Scelte immobiliari: tematiche sociali

Il sondaggio non si è però focalizzato esclusivamente sulla cannabis, ma anche su altre tematiche delicate come la legalizzazione o meno dell’aborto, il diritto di voto e la presenza o meno di leggi contro la discriminazione, sia questa per genere od orientamento sessuale mostrando così una panoramica di un Paese sempre più attento alle dinamiche politiche, ma dove queste non sono ancora protagoniste.

“Le persone prendono in considerazione la politica di un luogo quando decidono dove trasferirsi, ma la verità è che altri fattori, tra cui l’accessibilità economica degli alloggi e l’accesso a posti di lavoro e scuole, hanno la priorità”, spiega Taylor Marr, vice capo economista di Redfin nel comunicato stampa rilasciato dall’azienda. “Spesso questo significa che qualcuno si sposterà da uno stato democratico a uno stato repubblicano (o viceversa), ma continuerà a scegliere una casa in un quartiere in cui la maggior parte delle persone ha le loro stesse opinioni politiche. Austin, un’enclave texana liberale che sta attirando decine di persone di sinistra dalle città costiere più costose, è solo un esempio”.

Il mercato immobiliare e la cannabis

Il sondaggio condotto da Redfin segue un’altra analisi pubblicata nel 2021 dalla società immobiliare Zillow, dalla quale è emerso che la legalizzazione della cannabis è spesso associata a valori più elevati delle proprietà immobiliari. Secondo la ricerca, infatti, il valore delle abitazioni è aumentato di 6.338 dollari negli Stati in cui la cannabis è legale — sia per uso ricreativo che terapeutico o anche solo per uso medico —, rispetto agli Stati che non hanno alcuna politica di legalizzazione. Più nel dettaglio, per ogni milione di dollari raccolti in tasse dalla vendita della cannabis, il valore delle proprietà immobiliari è aumentato di 470 dollari. 

A questo si aggiungono due studi, uno dell’Università dell’Oklahoma e uno del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, secondo i quali a far aumentare il prezzo di una proprietà è anche la vicinanza con un punto vendita legalizzato. Non solo, l’aumento del valore delle case, unito alla legalizzazione della cannabis, è collegato inoltre a tassi di criminalità più bassi, che a loro volta segnalano i quartieri come “più sicuri” dando vita a un circolo che porta a un nuovo aumento dei costi.