Il Referendum sulla Cannabis legale raggiunge le 500 mila firme: ecco cosa succede ora

Referendum cannabis

Dopo aver raccolto oltre 330 mila firme in tre giorni, il Referendum sulla Cannabis legale raggiunge un altro traguardo storico: le 500 mila adesioni a una settimana dal lancio. Ecco di cosa si tratta e cosa succede ora. 

Il Referendum sulla Cannabis legale: quali sono gli obiettivi

L’11 settembre 2021, oltre 50 realtà italiane si sono riunite lanciando un Referendum abrogativo per depenalizzare la Cannabis e aprire la strada alla legalizzazione. Un’azione, questa, che ha ancora più importanza se inserita nel contesto socio-politico attuale, che ha visto anche l’adozione del testo base sulla legalizzazione dell’autoproduzione in Commissione Giustizia. 

Tra gli obiettivi principali dell’iniziativa togliere un’importante fetta di mercato alla criminalità organizzata e dare voce, oltre che tutelare, gli oltre 6 milioni di consumatori italiani che ne fanno uso, anche e soprattutto per ragioni terapeutiche e che oggi rischiando fino a 6 anni di carcere in caso di autoproduzione o compravendita illegale.

Il quesito referendario è nato per intervenire in particolare su due fronti: quello penale e quello amministrativo. Da una parte, infatti, punta a depenalizzare la condotta di coltivazione e a eliminare la pena detentiva per qualsiasi condotta illecita, con eccezione della associazione finalizzata al traffico illecito; dall’altra a eliminare la sanzione della sospensione della patente di guida e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori attualmente prevista dall’art. 75, comma 1, lettera a. Con queste modifiche si assisterebbe inoltre alla nascita di migliaia di nuovi posti di lavoro e all’entrata di nuovi introiti nelle casse dello stato (stimate al ribasso intorno ai 7 miliardi di Euro). 

Lo storico risultato del Referendum sulla Cannabis legale e cosa succede ora 

Il Referendum sulla Cannabis legale ha superato le 500 mila firme a una settimana dal lancio, raggiungendo così un traguardo storico. La voce degli italiani si è fatta quindi sentire da subito e lo si era capito fin dalle prime ore quando, a un giorno dal lancio, era stata toccata quota 100 mila adesioni e a tre giorni erano state superate le 330 mila. 

“Eccoci qui, ecco il numero che rende tutto vero! Più di 500mila firme online in una sola settimana per il #ReferendumCannabis. Le festeggiamo ringraziandovi una ad uno perché una cosa del genere non si era mai vista e non solo in Italia”, ha commentato sulla sua pagina Facebook il deputato Riccardo Magi, tra i promotori della legge sull’autoproduzione, che ricorda però anche l’importanza di continuare a diffondere e a firmare l’iniziativa. 

Cosa succede ora

La raccolta firme, dunque, non finisce qui. Come spiegato anche dagli organizzatori sulla pagina Facebook ReferendumCannabis.it, infatti, “per avere la certezza di centrare l’obiettivo e andare al voto nella prossima primavera è fondamentale raggiungere le 600.000 firme”, perché solo con un 15% in più di adesioni il Comitato promotore sarebbe certo di poter consegnare il referendum in Cassazione il prossimo 30 settembre. 

Secondo l’articolo n. 75 della Costituzione Italiana, infatti, “è indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali”. La soglia delle 500 mila firme è quindi il minimo indispensabile, ma solo con un maggior numero di adesioni si avrebbero maggiori possibilità di arrivare alle urne.

A quel punto, se le firme dovessero superare il vaglio della Corte di Cassazione e l’approvazione della Corte Costituzionale (prevista tra dicembre e gennaio), gli italiani sarebbero chiamati al voto in favore o meno della legalizzazione nella primavera del 2022. La proposta soggetta a referendum, in quel caso, verrà approvata solo se a votare sarà la maggioranza degli aventi diritto e, ovviamente, solo in caso di maggioranza a favore. 

Referendum Cannabis legale: le donazioni

Il Comitato Promotore del Referendum sulla Cannabis legale ha dato la possibilità ai cittadini di votare attraverso firma digitale, un sistema che ha un costo di 1,05€ a firma.

Attualmente sono stati raccolti 145 mila euro dei circa 500 mila necessari per coprire le spese e quindi i promotori invitano a effettuare una donazione a sostegno della campagna. Il proprio supporto può essere dato attraverso il sito ReferendumCannabis.it.