Infortuni sportivi: cannabis e antidolorifici tradizionali a confronto

Infortuni sportivi: cannabis e antidolorifici tradizionali a confronto

Le proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche della cannabis la rendono particolarmente indicata per il mondo dello sport, ma spesso questa opzione non viene presa in considerazione. Ecco come stanno cambiando le cose e i buoni motivi per usarla.

La cannabis contro gli infortuni sportivi 

Sebbene negli Stati Uniti la cannabis sia stata legalizzata per scopi terapeutici su gran parte del territorio, c’è ancora una significativa percentuale della popolazione che mette in dubbio le sue proprietà curative, tanto che in due stati a stelle e strisce — Idaho e Nebraska — il suo consumo, anche per ragioni mediche, è illegale. A questo si aggiungono lo scetticismo e i pregiudizi delle più alte cariche del mondo dello sport che ancora oggi non vedono di buon occhio l’utilizzo di cannabis (o di prodotti derivati) per scopi terapeutici, anche negli Stati dove è consentito. 

Per fortuna degli atleti, però, la situazione sta lentamente cambiando e molte associazioni — NFL, NBA, MLB ed NHL in primis — stanno trasformando le loro politiche in merito per dare ai professionisti la possibilità di trattare traumi, dolori e infiammazioni con la cannabis. Tra le motivazioni c’è non solo il desiderio di maggior tolleranza nel mondo dello sport, ma anche la necessità di combattere l’abuso di farmaci oppioidi che negli Stati Uniti rappresenta un vero e proprio problema sociale. Basti pensare che nel 2019 circa 50.000 persone sono morte per overdose dovute a queste sostanze. 

La cannabis è meglio dei tradizionali antidolorifici? 

Ad alimentare i cambi di rotta ci sono anche gli aspetti terapeutici. La cannabis, infatti, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche, è una valida alleata contro i traumi sportivi e spesso è più efficace degli oppioidi e dei comuni farmaci da banco a cui è abituata la maggior parte degli atleti. 

Ecco quattro buoni motivi per sfruttarla nel mondo dello sport. 

La cannabis non crea dipendenza come gli oppioidi

Tra i farmaci antidolorifici più utilizzati per contrastare i traumi sportivi ci sono oppioidi come il Vicodin e l’Ossicontina, che certamente offrono sollievo dal dolore, ma, allo stesso tempo e sul lungo periodo, possono creare dipendenze. Certo, la possibilità di sviluppare una dipendenza nei confronti della cannabis esiste, ma le ricerche hanno dimostrato che meno del 10% dei consumatori ne è soggetto e che non c’è il rischio di morte, mentre l’abuso di oppiacei, ben più diffuso, ha inoltre conseguenze fatali. 

La cannabis non ha gli effetti collaterali dei tradizionali antidolorifici

Un altro buon motivo per sfruttare la pianta nel mondo dello sport è che la cannabis non porta con sé gli effetti dei farmaci oppioidi. Questi ultimi, infatti, nascondono una lunga serie di effetti collaterali e molti sono a lungo termine, come l’insufficienza renale, il sanguinamento dello stomaco o l’insufficienza epatica.

La cannabis, quindi, non rappresenta solo un’alternativa efficace, perché può fornire sollievo per molti degli stessi disturbi dei farmaci da banco come l’ibuprofene, ma anche un’alternativa più sicura. Inoltre, c’è un’ampia varietà di prodotti a base di cannabis tra cui scegliere che possono alleviare il dolore, senza bisogno di passare per l’inalazione: ci sono le tinture, per esempio, ma anche i topici al CBD o gli edibili di THC.

Cannabis e CBD hanno un effetto più immediato

I tradizionali farmaci antidolorifici (anche da banco) possono richiedere quantità variabili di tempo per avere effetto; per esempio l’ibuprofene può impiegare fino a 30 minuti per iniziare ad agire. La cannabis e i prodotti a base di CBD, al contrario, agiscono più velocemente: all’istante, se inalati, o entro 15 minuti nel caso dei topici. L’ideale per il mondo dello sport, dove il tempo è un fattore fondamentale. 

La cannabis stimola una guarigione più rapida

Oltre al dolore c’è l’infiammazione. In questo caso il CBD è particolarmente indicato e, oltre ad alleviare il fastidio fisico causato da un infortunio sul campo, aiuta anche a trattare il dolore cronico, come quello dato dall’artrite. Questa importante componente della cannabis è infatti in grado di comunicare facilmente con i recettori all’interno del sistema endocannabinoide garantendo un trattamento rapido e con effetti più prolungati.