Cannabis per ridurre ansia e depressione: nuovo studio della John Hopkins University

Cannabis per ridurre ansia e depressione

Un nuovo studio della John Hopkins University ha analizzato le potenzialità della cannabis per ridurre ansia e depressione. Ecco i risultati e tutte le novità.  

Lo studio della John Hopkins University sulla cannabis per ridurre ansia e depressione

Dopo la ricerca della Washington State University che ha confermato le proprietà ansiolitiche della cannabis, anche il nuovo studio della John Hopkins University di Baltimora, nel Maryland, ha approfondito il potenziale terapeutico della pianta e il suo legame con i disturbi come ansia e depressione. Lo studio è stato condotto in collaborazione con la Realm of Caring Foundation, realtà che da sempre si impegna a incentivare la ricerca sulla cannabis, a legittimare le terapie e a fare informazione sul tema. 

Attraverso lo studio osservazionale, pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychiatry, è emerso che l’uso di cannabis medicinale è associato a una minore insorgenza di disturbi depressivi e a una diminuzione dell’ansia negli adulti. 

Campione e modalità dello studio 

Per l’analisi, il team di ricerca ha condotto uno studio osservazionale in cui 538 partecipanti di età superiore ai 18 anni hanno completato una serie di sondaggi e questionari sul consumo di cannabis e sui sintomi associati.

Ognuno dei partecipanti inclusi nello studio avevano riferito in precedenza di avere disturbi d’ansia o depressione, tra cui disturbo depressivo maggiore, depressione postpartum, distimia, disturbo disforico premestruale, disturbo affettivo stagionale, disturbo d’ansia generalizzato, disturbo di panico, disturbo d’ansia sociale o agorafobia. 

Di questi, ben 368 partecipanti hanno affermato di fare uso ricorrente di prodotti a base di cannabis medicinale, mentre i restanti 170 ne stavano considerando l’utilizzo, ma non avevano ancora iniziato alcun tipo di trattamento; proprio per questa caratteristica, quest’ultimo gruppo è stato utilizzato come gruppo di controllo.

L’uso di cannabis, in particolare, è stato analizzato sulla base del tipo di prodotto (infiorescenze, olio di estratto di canapa…), del chemiotipo (dominante THC, CBD-dominante e rapporto THC:CBD bilanciato), del regime di dosaggio e delle modalità di somministrazione.

Cannabis per ridurre ansia e depressione: i risultati dello studio

Dall’analisi delle risposte è emerso che l’uso di cannabis medicinale era associato a una minor insorgenza di ansia e disturbi depressivi. Non solo, i consumatori di cannabis terapeutica hanno anche riportato, in media, una qualità di vita e riposo superiore e una percezione inferiore del dolore fisico. 

A conferma dei dati, anche gli utenti che hanno iniziato il trattamento con cannabis medicinale durante il periodo di follow-up hanno riferito di aver ridotto significativamente l’ansia e i sintomi depressivi; un effetto, questo, che non è stato osservato nei pazienti del gruppo di controllo che non hanno mai iniziato a utilizzare la cannabis.
Per la natura dello studio, basato su dati auto-riportati, saranno necessari futuri approfondimenti attraverso nuove ricerche controllate per autorizzare dei veri e propri trattamenti. Nel caso in cui dovessero emergere gli stessi risultati, però, si potrebbe finalmente dare il via alla somministrazione, con dosi e caratteristiche di formulazione specifiche, così da aiutare il numero crescente di individui che soffre di ansia e depressione e migliorare la loro qualità di vita. Secondo le nuove stime 2021 dell’Organizzazione mondiale della sanità, infatti, ben il 5% della popolazione ne è soggetta (contro il 3,6% registrato nel 2017). I disturbi di questo tipo colpiscono soprattutto le donne, con, in media, due punti percentuali in più.