Una legge per l’autoproduzione di cannabis presentata in Commissione

Legge sull'autoproduzione di cannabis

Il 14 luglio 2021 in Commissione Giustizia è stato depositato il testo unificato per la legge relativa alla legalizzazione dell’autoproduzione della cannabis. Ora si attendono gli emendamenti proposti dai parlamentari e ulteriori sviluppi.

La proposta di legge per l’autoproduzione di cannabis

La proposta di legge sull’autoproduzione di cannabis si basa su tre proposte precedentemente avanzate: da una parte due a favore, quella che vede come primo firmatario il deputato Riccardo Magi, rappresentante di +Europa, e quella firmata da Caterina Licatini, Movimento 5 Stelle; dall’altra quella contraria promossa dal deputato leghista Riccardo Molinari.

In particolare, la proposta di legge per l’autoproduzione della cannabis firmata da Caterina Licatini puntava soprattutto ad allineare la legislazione attuale alle recenti sentenze della Corte di Cassazione, come quella del 2019 secondo la quale non costituirebbe reato la coltivazione domestica di cannabis sotto determinate condizioni. La proposta di Riccardo Magi, invece, partendo da una stessa base, puntava all’introduzione di pene ridotte e alla decriminalizzazione della coltivazione domestica.

Ora, secondo Meglio Legale, la campagna per la legalizzazione della cannabis e la decriminalizzazione dell’uso delle altre sostanze, il testo depositato in Commissione Giustizia prevederebbe: 

  1. Depenalizzazione del reato di produzione, detenzione e spaccio (art. 73), per il quale verrebbe introdotta la fattispecie di lieve entità, per punire meno severamente i casi meno gravi;
  2. Autorizzazione alla coltivazione di 4 piante per uso personale;
  3. Eliminazione della sanzione amministrativa (art. 75);
  4. Condanna ai lavori socialmente utili (in alternativa al carcere) nel caso in cui a commettere il reato di spaccio sia una persona tossicodipendente;
  5. Aumento delle pene per le associazioni a delinquere, nei casi in cui il reato sia commesso nei confronti dei minori e nel caso di reato commesso da chi è in possesso di un’autorizzazione a produrre per fini medici e di ricerca.

I prossimi passi verso la legalizzazione dell’autoproduzione 

Ora, il testo depositato dovrà attendere le proposte di emendamento dei parlamentari della Commissione, che saranno poi seguiti dalla discussione relativa alle eventuali modifiche arrivando infine all’approvazione finale del testo, che dovrà essere votato. Solo una volta superata questa fase avverrà il passaggio in aula. 

Al momento si attendono i prossimi sviluppi. Come raccontato da Riccardo Magi a Dolce Vita Magazine, la prima discussione dovrebbe avvenire entro la fine di luglio, ma bisognerà attendere numerose settimane prima che il testo raggiunga ufficialmente l’aula. “Servirà una spinta politica perché il testo proceda. In questo momento in Commissione giustizia ci sono diversi provvedimenti che riguardano la riforma del processo e del codice di procedura penale,  quindi bisogna conservare uno spazio anche per questo provvedimento”, conclude Magi. 

Le conseguenze positive dell’autoproduzione domestica

La legalizzazione dell’autoproduzione porterebbe numerose conseguenze positive a livello sociale ed economico. Da una parte, infatti, consentirebbe a chi consuma di non rivolgersi alla criminalità organizzata, togliendo un’importante fetta di mercato alle mafie; permetterebbe di alleggerire il peso sul sistema giudiziario italiano, che contribuirebbe, tra le altre cose, a svuotare le carceri; e contribuirebbe a portare alle casse dello stato oltre 10 miliardi di euro. Dall’altra garantirebbe a chi ne fa uso terapeutico un diritto sacrosanto: il potersi curare senza incorrere in alcuna problematica di tipo legale a differenza di quello che è recentemente accaduto a Walter De Benedetto, paziente affetto da artrite reumatoide che, dopo aver chiesto per anni un aumento delle dosi prescritte, ha deciso di coltivare cannabis in casa.