Canada: grazie alla cannabis il PIL è cresciuto di 43,5 miliardi di dollari

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In Canada il PIL è cresciuto di 43,5 miliardi di dollari grazie alla legalizzazione della cannabis. Ecco tutti i dettagli del report condiviso da Deloitte Canada a fine gennaio 2022. 

Le conseguenze positive della legalizzazione della cannabis in Canada 

Nell’ottobre 2018 il governo federale canadese ha legalizzato la cannabis per uso ricreativo per gli adulti. La normativa è stata approvata sulla base di un triplice obiettivo: proteggere la salute e la sicurezza dei consumatori di cannabis, combattere il commercio illecito e offrire al Paese una nuova fonte di crescita economica. Oggi, a oltre tre anni di distanza, i numeri parlano chiaro: almeno uno dei tre obiettivi è stato raggiunto.

A fare il punto sulla situazione è Deloitte Canada che insieme a Ontario Cannabis Store ha raccolto e analizzato i dati necessari per stimare il contributo economico diretto, indiretto e indotto del settore della cannabis. I risultati sono stati condivisi nel report “An industry makes its mark – The economic and social impact of Canada’s cannabis sector”, che regala una panoramica di un settore di grande successo, con un potenziale in continuo aumento e che oggi è un’importante fonte di crescita economica per l’intero Paese. 

L’impatto della cannabis sul PIL canadese

Secondo il report redatto da Deloitte Canada e Ontario Cannabis Store, per ogni dollaro di entrate o spese capitali (capital expenditure o “CAPEX”), l’industria della cannabis aggiunge circa $1,09 al PIL canadese e $1,02 a quello della singola provincia dell’Ontario. In totale, dalla legalizzazione a oggi, la cannabis ha contribuito con 43,5 miliardi di dollari al prodotto interno lordo del Canada e con 13,3 miliardi di dollari a quello dell’Ontario. Approssimativamente, 25,2 miliardi di dollari sono legati al mondo del lavoro.

Secondo le stime, nel dettaglio, l’industria ha generato inoltre 15,1 miliardi di dollari di entrate fiscali nelle casse canadesi e 3 miliardi di dollari per il territorio dell’Ontario. A questi si aggiungono gli acquisti dei singoli consumatori, che hanno generato 2,9 miliardi di dollari in vendite e accise dalla legalizzazione a oggi. 

Focalizzando l’attenzione sull’Ontario, secondo il rapporto, i rivenditori e i produttori di cannabis sono qui responsabili di 142 milioni di dollari di imposte dirette, 1,2 miliardi di dollari di imposte indirette e 673 milioni di dollari di altre tasse, mentre gli acquisti dei consumatori hanno contribuito a 1 miliardo di dollari in vendite e accise.

I risvolti sociali: posti di lavoro e diversità 

I risvolti positivi non riguardano però solo e direttamente le entrate. Il rapporto ha infatti rilevato che l’industria è responsabile di 151.000 posti di lavoro e afferma che per ogni milione di dollari di entrate o spese in conto capitale, il settore della cannabis sostiene circa quattro posti di lavoro in Canada e altrettanti in Ontario.

Minimo invece l’impatto sulla diversità e l’inclusività del settore. Secondo un rapporto del 2020 realizzato dal Center on Drug Policy Evaluation in collaborazione con l’Università di Toronto, prima della legalizzazione nell’ottobre 2018, quasi tutti i 45 produttori di cannabis con licenza federale erano gestiti da uomini caucasici, alcuni dei quali avevano precedenti esperienze nel cosiddetto “mercato grigio” della cannabis. La situazione da allora non è cambiata molto. 

Oggi, basandosi sulle risposte di 700 dirigenti e dirigenti di 222 società, il 72% di loro sono uomini caucasici, il 12% donne caucasiche. Le persone appartenenti a una minoranza sono appena il 16%, di cui 14% uomini e 2% donne; tra loro il 59% è asiatico (40% Asia Meridionale e 19% Asia Orientale), il 15% ha origini native americane, il 12% è composto da mediorientali e il 7% si divide tra persone che si identificano come ispaniche o nere.

“Nell’arco di tre anni, il settore canadese della cannabis ha trovato le sue basi ed è emerso come una nuova fiorente fonte di crescita economica, creando e sostenendo decine di migliaia di posti di lavoro nelle comunità in tutto il paese”, si legge nel rapporto. “Man mano che il settore cresce e matura, realizzando il ritorno sui suoi significativi investimenti di capitale fino a oggi, dovremmo aspettarci che avrà un impatto sempre più forte e positivo sulle economie nazionali e provinciali. La nostra analisi mostra anche che ci sono ancora opportunità per il settore canadese della cannabis di dare un maggiore contributo sociale e affrontare la sua notevole impronta ambientale. Deloitte crede che l’industria della cannabis possa affrontare questi problemi, fornendo un impatto sociale che supera il suo contributo economico”.