Cannabis sativa VS cannabis indica: varietà, caratteristiche ed effetti

Cannabis sativa

La cannabis sativa, o canapa sativa, è una pianta conosciuta come “canapa utile”. Il nome deriva dai molteplici impieghi che questa pianta consente. L’origine del nome è molto antico, latino. La parola sativus, participio passato di serĕre, significa seminare. Con questo termine gli antichi indicavano tutte le piante adatte alla semina. Si tratta di una varietà botanica molto vecchia, conosciuta dall’uomo sin dall’era neolitica.

Dalla Cina Occidentale fino all’India settentrionale, la cannabis sativa è stata coltivata generazione dopo generazione. In Cina, in particolare, era una pianta alla quale venivano riconosciute diverse qualità e virtù. Un alimento prezioso dall’elevato apporto di fibre e dalle rimarchevoli capacità curative e mediche. In India è addirittura considerata una pianta sacra. In Occidente invece sbarcò solo nel ‘700, grazie alla forte espansione coloniale. Arrivò come prodotto tessile, perfetto per la produzione di corda e stoppa per le funi. Il lato “ricreativo” della pianta, è stato scoperto solo successivamente.

Cannabis sativa: origine e caratteristiche

La cannabis sativa appartiene al genere della angiosperme della famiglia delle cannabaceae. Secondo alcuni studiosi, si contano tre diverse varietà di cannabis:

  1. sativa
  2. indica
  3. ruderalis

In tutti e tre i casi, si tratta di una specie erbacea a ciclo annuale. L’altezza varia in base alla varietà, ed è compresa tra 1,5m e i 6mt. Il fusto è eretto o ramificato e le radici lunghe e profonde. La cannabis sativa produce fiori femminili e maschili. I fiori femminili, le infiorescenze, sono solitamente raccolti in gruppi da 2 a 6, in piccole e corte spighe. Il periodo di fioritura varia in base alla specie coltivata.

Le infiorescenze sono ricche di vari principi attivi. Si contano quasi 80 diversi elementi chimici, tra i quali, i più famosi, sono il THC e il CBD. Il THC, acronimo di delta-9-tetraidrocannabinolo, è il principio attivo psicotropo, dagli effetti “sballanti” sulla mente. Il cugino invece, il CBD (acronimo di cannabidiolo) è l’elemento buono della cannabis sativa, che non ha effetti psicotropi sulla mente, ma possiede invece innate e molteplici capacità benefiche.

Cannabis sativa

Il CBD è conosciuto ed apprezzato come elemento anticonvulsivante, antidistonico, antiossidante, antinfiammatorio, che favorisce il sonno ed è distensivo contro ansia e panico, inoltre riduce la pressione oculare e ha effetti rilassanti. Per tutti questi motivi è utilizzato e commercializzato in Italia e in molti altri paesi nel mondo e non è considerato illegale.

Questa pianta in Italia è stimata e valutata da oltre 13,000 anni. Infatti il primo ritrovamento di polline di cannabis sativa risale addirittura all’11.000 a.C. Le prime tracce sono state scoperte nei pressi del Lago Albano, nel Lazio. Una cultura profondamente ancorata e radicata al nostro territorio. La cannabis sativa proviene generalmente dalla Thailandia, l’India, il Messico e la Colombia e si è diffusa in Europa e nel resto del mondo molto velocemente. Inizialmente impiegato per uso industriale e tessile, ha poi velocemente fatto conoscere alla società le sue molteplici proprietà e caratteristiche.

Cannabis indica: provenienza e peculiarità

La cannabis Indica è un’altra varietà di pianta erbacea appartenente alla famiglia delle cannabaceae. Si sviluppa in altezza molto meno rispetto alla cannabis sativa (la media dell’altezza raggiunta, si aggira attorno ai 2 metri). Visivamente ricorda più un cespuglio che un albero e le ramificazioni sono molto più folte.

Si tratta di una varietà particolarmente adatta alla coltivazione indoor e consente, inoltre, di sviluppare piantagioni molto più ricche da un punto di vista quantitativo. La fase di vegetazione, rispetto alla fioritura, dura molto di più. Ma i tempi di raccolta sono molto più limitati (45-65 giorni al massimo).

Al pari della compagna sativa, la cannabis indica produce infiorescenze femminili ricche del principio attivo chiamato CBD. Ugualmente impiegato come antinfiammatorio e antidolorifico, il CBD delle infiorescenze di cannabis indica, si presta molto bene per diversi usi terapeutici.

La cannabis indica è originaria della catena montuosa Hindyu Kush situata tra India, Pakistan e Afghanistan. La sua coltivazione e il suo utilizzo si sono poi diffusi a macchia d’olio nel resto d’Europa e del mondo.

Cannabis sativa o cannabis indica producono una quantità diversa di infiorescenze che contengono, a loro volta, un differente livello di CBD. Varia la specie, variano contenuti di cannabidiolo e di conseguenza anche gli effetti e i benefici ottenibili.

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