Erba legale in Italia: dalle origini alla diffusione nel Bel Paese

erba legale in Italia

La storia dell’erba legale in Italia affonda le radici della propria origine in un tempo remoto, antichissimo. La pianta di cannabis è da sempre conosciuta ed utilizzata per le molteplici proprietà benefiche. Non stupisce quindi che la sua coltivazione risalga almeno a diecimila anni fa. Peter Stafford, nel suo Psychedelics Encyclopedia. 1992. Psychedelics Encyclopedia. Berkeley, California, United States: Ronin Publishing, indica delle prove secondo le quali alcune tracce di coltivazione di marijuana sono state ritrovate sull’isola di Taiwan e in alcune grotte dell’odierna Romania.

La cannabis sativa nella storia e nei libri

I libri che ripercorrono la storia della cannabis sativa e della sua evoluzione nelle varie parti del mondo, sono davvero tanti. Citiamo, ad esempio, Lost Civilisations of the Stone Age. New York: Free Press di Richard Rudgley del 1998, nel quale si legge che la cannabis era utilizzata per scopi medici, rituali, religiosi e ricreativi, da almeno 5000 anni.

Nel libro di Franck Mel, del 1997, Marijuana Grower’s Guide. Red Eye Press, è raccontata la storia di come il popolo Ariano avrebbe insegnato a sfruttare le proprietà benefiche della cannabis, a quello indiano e agli antichi assiri. Inoltre, si legge ancora di cannabis in un antico trattato cinese sulla farmacologia, attribuito all’Imperatore Shen Nung, datata 2737 a.C. Uno studio che contiene il primo riferimento assoluto alla cannabis come medicinale.
Anche il popolo greco, che non utilizzava direttamente la marijuana per scopi ricreativi, presenta innumerevoli testimonianze di commerci con popoli che invece ne facevano uso.

É il caso di Erodoto che, nel 5 a.C. scrive che gli sciti (popolazione seminomade di origine iraniana) coltivavano ed utilizzavano a scopo ricreativo la cannabis. Sempre l’antico storico greco, facendo riferimento agli abitanti di alcune isole mediterranee, scriveva: “seduti intorno in circolo, inalano e vengono intossicati dall’odore, proprio come i Greci col vino, e più se ne butta più diventano intossicati, fino a che si alzano e ballano e cantano”.

Questa e innumerevoli altre testimonianze (di Plinio, Marco Polo, Abu Mansur Muwaffaq e The Arabian Nights) dimostrano come la cannabis era coltivata, sin dalla notte dei tempi, per la sua fibra, ma anche per le sue proprietà benefiche e ricreative.
E l’Italia?

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Erba legale in Italia: importantissima produttrice di cannabis

L’Italia è stata per molti secoli una delle più grandi produttrici mondiali di canapa. La pianta cresceva molto bene nel Bel Paese e si adattava con facilità alle varie tipologie di terreno che trovava. Era coltivata per due motivi:

  1. cresceva bene su terreni difficili (paludosi, sabbiosi, ecc…)
  2. veniva coltivata come pianta “oleosa”, fibrosa e come foraggio per il bestiame produttivo.

I territori di Bologna e Ferrara spiccavano per quantità e qualità produttiva. Ne è una testimonianza il libro dell’agronomo bolognese Vincenzo Tanara che nel Seicento, descrisse accuratamente la vitalità del mercato della canapa in queste terre. Grazie ad un lavoro costante e redditizio, l’Italia divenne, in poco tempo, il secondo produttore mondiale di canapa e il primo fornitore della marina britannica.
Il lento declino di quest’economia, iniziò con la diffusione delle navi a carbone, che provocò una lenta e lunga agonia al mercato della canapa, che si protrasse per circa un secolo.

Erba legale in Italia: demonizzazione della cannabis

E arriviamo al periodo più oscuro per la marijuana e i suoi derivati. Durante la Seconda Guerra Mondiale la produzione mediterranea e medioeuropea torna ad aumentare. Cresce la richiesta di fibre tessili ed oli sativi. A mettere un freno a tutto questo è la Marijuana Tax Act del 1937 che tarpa le ali ad un mercato che prometteva di essere molto fiorente in tempo di guerra.

Il Marijuana Tax Act scaglia il colpo di grazia alla coltivazione della canapa, mettendola definitivamente al bando in USA. In quell’atto la cannabis è presentata come uno strumento del “demonio” che fa impazzire le persone e spinge alla violenza e ad atti di depravazione. La demonizzazione della cannabis parte dagli USA e si propaga a macchia d’olio nel resto dei paesi del mondo. Tra cui anche l’Italia, da sempre alleata e sostenitrice delle stelle e delle strisce oltre oceano.

Il Bel Paese abbraccia per amicizia la politica diffamatoria contro la cannabis e la mette al bando, proibendone la coltivazione e l’utilizzo, per qualunque scopo. Dietro a questa manovra di discriminazione si nascondono tutta una serie di interessi politici ed economici, promossi dai proprietari di grandi aziende produttrici di carta e di nylon.

L’erba legale in Italia oggi

Da quel periodo buio e sconcertante di strada ne è stata fatta, ma il traguardo della legalizzazione cannabis Italia è ancora lontano da raggiungere. Qualche spiraglio alla legge n° 242/2016 si è aperto negli ultimi anni, quando la cannabis è stata finalmente riconosciuta come pianta officinale. Molte sono state poi le proposte parlamentari per farla legalizzare; vero è che al momento nessuna di esse è stata ancora presa seriamente in considerazione.

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