La Francia vuole entrare nel mercato della cannabis terapeutica

Francia

Anche la Francia entra nel mercato della cannabis terapeutica. Il via libera è arrivato dal governo, che lo scorso mese ha raggiunto un accordo sulla coltivazione della pianta a fini medici e sul piano di sviluppo del settore a livello nazionale. Ecco le ultime novità.

Il decreto a favore della cannabis terapeutica in Francia

Dopo l’interesse espresso dalla Germania nei confronti della legalizzazione, nel febbraio 2022 un altro Stato europeo ha deciso di cambiare le sue politiche in merito alla cannabis. Il governo francese, infatti, ha approvato un decreto che autorizza e specifica le condizioni e le procedure per la coltivazione e la produzione della pianta a fine terapeutico; obiettivo finale lo sviluppo del settore a livello nazionale e l’entrata nel mercato internazionale. 

Nello specifico, il decreto, entrato ufficialmente in vigore il 1 marzo 2022, ha modificato alcune parti del Codice di Salute Pubblica della Francia (Code de la santé publique o CSP) per normare e consentire, in ambito terapeutico, la coltivazione, la produzione, il trasporto, l’importazione, l’esportazione e il possesso di cannabis e dei suoi derivati.

A supervisionare la creazione della catena di approvvigionamento medico della cannabis sarà l’Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari (Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé, ANSM), che ha avuto inoltre il compito di istituire un comitato composto da 11 membri per esaminare i diversi aspetti della filiera, compresa l’identificazione delle varietà di cannabis attualmente disponibili per il trattamento medico, il livello di THC e CBD, il processo di tracciabilità TRACK & TRACE, i metodi di somministrazione dei medicinali a base di cannabis e i criteri di qualità farmaceutica.

Ad anticipare e a supportare il decreto un progetto pilota legato alla cannabis medica annunciato nel 2020 e lanciato nel marzo del 2021, che attualmente sta studiando 3.000 pazienti affetti da condizioni gravi, come il dolore cronico e l’epilessia, e continuerà a funzionare, sempre supervisionato dall’ANSM, fino al 26 marzo 2023.

La cannabis in Francia: i possibili scenari e le normative

Per supportare il progetto pilota lanciato nel marzo 2021, la Francia ha importato cannabis terapeutica da altri Paesi, ma ora la situazione potrebbe cambiare.

Anche se non è ancora chiaro se le società di cannabis al di fuori dei confini nazionali continueranno effettivamente a essere coinvolte nel settore che l’ANSM creerà in seguito al decreto, quest’ultimo sembra voler dare il via a una vera e propria industria farmaceutica nazionale, con tanto di catena di approvvigionamento medicalmente certificata (EU-GMP), cambiando così le carte in tavola. Soprattutto, però, non sono molto chiare le modalità con le quali avverranno questi cambiamenti, perché non si capisce se, per esempio, i fiori di cannabis saranno utilizzati o meno come prodotto finale per i pazienti.

In ogni caso, gli esperti concordano su un aspetto: la Francia, su queste basi, potrebbe creare un mercato estremamente limitato. L’ANSM, infatti, sarà l’unica realtà in grado di delegare la produzione di cannabis medica e quindi potrebbe arrivare a scegliere un singolo operatore industriale o delegare la produzione a un numero limitato di produttori; una scelta, questa, che potrebbe limitare l’accesso alla cannabis medica. Uno scenario simile porrebbe la Francia nella situazione nella quale si trova ora l’Italia, dove la produzione nazionale scarseggia e il Paese è costretto a importare la cannabis dall’estero per sopperire alle mancanze e per rispondere alle necessità dei pazienti. 

Cannabis in Francia: le normative

Nel caso francese, tanta cautela potrebbe essere spiegata dalle dure politiche nazionali sulla cannabis. Attualmente, infatti, la Francia, sebbene abbia uno dei più alti tassi di consumo di cannabis del continente, ha anche una delle più severe normative europee

Chiunque sia trovato in possesso di cannabis può affrontare fino a un anno di reclusione e una multa di oltre 4.000 euro. Per l’importazione, l’esportazione, il trasporto, il possesso, la fornitura e la consegna di cannabis illegale sono previste pene e sanzioni più dure. 

Per quanto nate per contrastare il mercato illegale, queste politiche colpiscono duramente anche i pazienti che necessitano della cannabis per le proprie terapie. Dal 2013, le persone che hanno bisogno di cannabis medica possono ottenerla solo previa prescrizione del medico e solo quando nessun altro trattamento ha portato benefici. Norme restrittive e non complete regolano anche il settore del CBD, che in Francia incontra non pochi ostacoli. 
Diverso, invece, il discorso relativo alla canapa industriale, per la quale la Francia è il principale produttore a livello europeo. Un ruolo che potrebbe ottenere anche nel campo della cannabis terapeutica, se il nuovo decreto lo renderà possibile.